insegnaci ad amare la nostra pazzia

Du, lass dich nicht verhaerten in dieser harten Zeit- Du, lass dich nicht verbittern in dieser bitteren Zeit (Wolf Bierman) Che pretesa essere amati da adulti se non ti hanno mai amato da bambino (A Busi) Hvad man ikke har haft som barn, faar man aldrig nok siden af (Tove Ditlevsen) To live without hope, to work without love (Virginia Woolf)

Monday, June 27, 2005

cose di cui vivere

il weekend di miss Brodie è stato particolarmente stressante per la moltitudine di persone che è stata costretta a vedere: venerdì è stata a una festa per salutare un collega che partiva - e che probabilmente resterà a Londra - sabato si è dovuta sorbire un matrimonio civile e relativo banchetto nuziale post-cerimonia - la cui unica saving grace era la vicinanza al Lago di Como - domenica infine ha accettato un invito lungamente rimandato (qui la forma vacilla) a visitare la nuova magione (su tre piani) di una coppia che la miss ha contribuito a formare (no, nessun triolismo !) nella cornice prosaica di un corso di giapponese di 4 anni fa, spingendo un uomo di cui era invaghita senza speranza nelle braccia della compagna di corso che dello stesso uomo invece non voleva proprio saperne. Non è la prima coppia che miss B contribuisce a formare tra i banchi scolastici: forse dovrebbe intraprendere la professione di sensale, a pagamento, però.

Di questa immersione negli scambi sociali, inconsueta e inusuale, miss B non conserverà memoria se non per via cibernautica: si sono sentite molte parole ma non è stato detto nulla che valga la pena di salvare a beneficio della sua mente. molte persone si sono incontrate tra loro, e qualcuna forse era anche valida, civilmente parlando, ma nel turbinio delle sciocchezze, dei luoghi comuni, delle banalità, delle frasi fatte, dei pensieri triti tritamente espressi, nulla che valesse veramente la pena di dire è stato detto.

è con grande tristezza che miss B riconosce questo, perché crede invece che dalle persone e dagli scambi ci sarebbe molto da imparare, ma da molto tempo questo avviene sempre più raramente e con sempre minore intensità.

le cose di cui vive miss Brodie sono altre: prima di tutto il silenzio, unica voce che si leva quella della poesia e della letteratura. poi la ricerca della parola appropriata per esprimere pensieri che ancora non si erano affacciati alla mente, una conversazione simbolica con le sue gatte, la cura delle piante e dei fiori sul terrazzino, la contemplazione di alcuni colori (il viola, l'azzurro, l'indaco, il carminio, per esempio), lo studio dei caratteri cinesi, qualche tentativo velleitario di risvegliare un assonnato senso artistico tramite acquerelli e collage: sono poche cose, e sicuramente superflue, ma sono tutta la vita di qualcuno che non ha più tempo per gli scambi quotidiani con "stucchevoli estranei".

Certo, vivere soli da soli è una gran sòla, come ha avuto modo di scrivere in ul'altra occasione vertesprit (il post è where do all the lonely people go ? del 25 maggio) e il rimedio alla solitudine non è la lettura e forse neanche la letteratura. Ma la domanda non è peregrina: dove vanno tutte le persone sole ? Possibile che si trascinino tutte da un cocktail a un aperitivo a una festa di matrimonio a una cena a un film in compagnia di persone con cui non condividono niente se non l'opportunità di poter apparire non spajate ?

[informaçao de serviço: ci sono commenti ai commentatori dei precedenti post: se avete la cortesia di verificare...]

10 Comments:

At June 28, 2005 8:07 am, Blogger liseuse© said...

Dove vanno a finire le persone sole?
In un blog.

:(

 
At June 28, 2005 9:54 am, Anonymous GG said...

probabilmente NON resterà a Londra

 
At June 28, 2005 11:38 am, Anonymous Anonymous said...

Com’è bello il suo ultimo post, MissBrodie, così triste però, e bello e triste perché vero, perché dice semplicemente qualcosa di cui in tanti facciamo esperienza.
Mi piace però pensare che qualcuno con una sensibilità così acuta e viva come la sua troverà sempre chi cercherà la sua presenza e la sua amicizia. Io, ad ogni modo, non voglio arrendermi all’idea che "l'inferno sono gli altri", ma sempre vorrò pensare che gli altri sono la possibilità che ci è data di essere riconosciuti e accettati, di riconoscere e accettare.
Suonano forse troppo “edificanti” le mie parole? Se così fosse non me ne rammaricherei.
v.

 
At June 28, 2005 12:15 pm, Anonymous Anonymous said...

quando le persone si sentono sole, finiscono in casa a coltivare e a cercare di capire la propria solitudine, o tra i propri affetti x cercare di smorzarla..
quando le persone si sentono indipendenti invece, finiscono in casa a godersi la propria indipendenza e a coltivarla, o tra i propri affetti x regalare agli affetti, quell'affetto che ti hanno dato quando ti sentivi solo..

Fra

 
At June 28, 2005 2:32 pm, Blogger miss brodie said...

no, miss b non crede che le persone veramente sole scrivano ciberdiarij. chi è solo non vuole comunicare, resta compresso nell'involucro della sua solitudine.

gg (she's the school's secretary!)don't worry, if it's meant to be it will be, if not, you'll know it in your heart: no-one can tell.

certo che "les autres c'est l'enfer", dunque ciò significa che gli altri sono anche il paradiso, è incontestabile. non c'è luce senza bujo, verità senza falsità.

per gli altri due commentatori: grazie per le vostre parole di pura poesia, miss b ne ha bisogno.

 
At June 29, 2005 8:31 am, Anonymous vertesprit said...

Miss B non ci dice chiaramente se l'appiattirsi degli scambi sociali sia un malanno del suo tempo personale o di questi tempi. Ma vivere ai cento all'ora i rapporti con gli altri è privilegio di pochi e la miss ha perso la facoltà di accettare il banale (non sono gli inglesi che possono discutere ore sul tempo atmosferico?). Sente che il tempo che le rimane non può essere sprecato, non ha più troppe energie da investire nella ricerca dell'altro arricchente e vorrebbe andare a colpo sicuro. Ma gli extra-ordinari vanno accoppiati tra loro? Probabilmente proprio sventolando sul blog può catalizzare qualche spirito denso che voglia materializzarsi nella vitareale tra il bianco e il blu. Ma il caso governa gli incontri e la miss non pare un parafulmine della buona sorte. Almeno non sarà distratta e continuerà a regalarci i suoi fiori. Destino di un'insegnante è spandere il proprio fulgore e finire tradita, vero miss Brodie?

 
At June 29, 2005 8:37 am, Anonymous vertesprit said...

i.e. se scrivi non sei solo.

 
At June 29, 2005 5:06 pm, Blogger liseuse© said...

Vertesprit,
scrivi cose belle, ti si trova da qualche parte? :)
Bah, non mi discosto dalla mia idea che il blog attiri molti solitari, per la sua natura protetta e "pratica". Ma mica tutti. La mia era una boutade. Certo che aprire un blog indica una ricerca di comunicazione; io lo intendo così, per quello non mi sognerei mai di chiudere i commenti.
E senza il blog, come avrei potuto mai conoscere MissB!!
Ora vado a iniziare il volume dell'Adelphi, Gli anni fulgenti di Miss Brodie, fresco di biblio :)

 
At June 29, 2005 9:18 pm, Anonymous vertesprit said...

Non ho sufficiente energia per mantenere un blog nè molto da dire... ritrovarsi dalla miss è il mio legame con gli spiriti eruttivi e ho fatto voto di esclusiva. Anzi miss Brodie mi perdonerà se per un po' non avrò modo di seguirla che non sono sicuro di trovare un filo sui lidi che mi aspettano.
La telematica non avvolge tutti, siamo d'accordo, ma i legami che si formano valgono spesso più di molti incontri vivi. Come si bacia Miss Brodie? A bientot

 
At June 30, 2005 5:27 pm, Blogger miss brodie said...

miss brodie si considera già baciata (cibernauticamente) e gli augura il miglior riposo lontano da fili, prese e l'elettricità in genere. risponderà a tutti i commentatori dopo un minimo di riflessione.

buon riposo a tutte.

 

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