insegnaci ad amare la nostra pazzia

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Tuesday, November 14, 2006

In casa Pannella

A chi legge regolarmente il ciberdiario brodiano non saranno sfuggite le simpatie della Miss per i Radicali e per il loro partito la Rosa nel Pugno, partito che ha ricevuto il suo voto alle ultime elezioni non perché si trovasse nello schieramento di centrosinistra quanto perché unica speranza per le persone sane di mente di tovare una via d'uscita della melma in cui affonda la politica italiana e con essa il paese tutto.

Fatta questa premessa indispensabile, Miss Brodie deve ammettere che molta della simpatia che provava per la RnP era dovuta al carisma del da poco destituito Segretario Radicale Daniele Capezzone: non solo persona colta, preparata, dotata di un ottima dialettica e di un certo sex-appeal come bravo ragazzo diligente, ma anche e soprattutto un uomo "con le palle".

E tuttavia, la Miss l'ha rimarcato altrove nei commenti al suo blog di riferimento il problema dei Radicali sta tutto nella presenza ingombrante del suo pachidermico fondatore ispiratore guida e factotum generale che da ormai quattro decenni non lascia la presa e non sopporta, come ogni egomaniaco che si rispetti, di essere messo nell'ombra da un nuovo astro che sorge e che potrebbe oscurare il suo splendore, ormai, ammettiamolo, pure, un po' avvizzito.

D'altra parte le accuse che Pannella ha rivolto in diretta a Capezzone durante la consueta rubrica della domenica erano di questo tenore: il fatto che l'ex-segretario "si fosse eretto un monumento", che avesse fatto parlare troppo di sé a scapito del partito, che si fosse curato della propria carriera invece di incrementare le schiere degli aderenti al partito e via blaterando di accusa stupida e meschina in accusa più stupida e più meschina. Tutti sanno che le attività del Presidente della Commissione della Camera alle attività produttive, giovane, capace e bello, non facevano che dare lustro e nome al partito, e che, allo stesso tempo, mettevano nell'oscurità tutte le patetiche iniziative di quella forza spenta che Pannella è diventato.

L'esautorato settuagenario ha pensato bene che l'unica cosa possibile da fare per ritornare sotto la luce dei riflettori fosse quella di esautorare il giovincello serio e non scherzoso che diceva quello che intendeva e intendeva quello che diceva. Per carità, non è la prima volta che il pigmalione radicale si scaglia contro la statua che ha creato: era già successo (chi se lo ricorda però ?) con Giovanni Negri, con Rutelli e con Pecoraro Scanio. Non a questo livello, certo: la differenza tra gli altri figuri e Capezzone è appunto che quest'ultimo è più "tosto" di loro e per ora non intende mollare. Ma non durerà a lungo, opina Miss Brodie, la lettera di jeri con cui Capezzone chiede il sostegno morale degli altri radicali è il primo segno del cedimento. Molto onore a Daniele per aver tenuto duro fin qui, non è da tutti, e speriamo che nella caduta non rovini irrimediabilmente: è una delle poche personalità politiche italiane che all'estero possono solo invidiarci.

Qualcuno ha voluto scomodare miti e psicanalisi. Ma sì, scomodiamoli pure. Soltanto qui non si tratta di una sfida tra Crono e Zeus, e nemmeno di conflitto edipico, anche se il fatto che Pannella stia facendo di tutto perché Capezzone se ne vada da solo (mobbing psicologico protratto, facendo terra bruciata politicamente intorno a lui) la dice lunga sul pelo sullo stomaco che il pachidermico abruzzese ha, altro che satyagraha["la forza della verità"] gandhiani (e anche Gandhi, se si scoprissero tutti gli altarini sulla Grande Anima, ah quanto puzzo, quanto ribrezzo: gli inglesi conoscevano bene il loro pollo, ma a farlo fuori ci ha pensato un suo correligionario hindu, con buona pace della non-violenza...)

Il fatto è che non basta, freudianamente "ammazzare il padre" per superare il conflitto edipico e diventare così adulti. Freud dimenticava che si è tutti figli di qualcuno e figli si resta. Dunque, tutti condannati ai proprij ruoli, i padri come i figli. Ma ai grandi - e Capezzone è un grande - i ruoli stanno stretti: lui non è figlio di Pannella e non è figlio di nessuno se non di se stesso, e non avrà "figli", è per questo che è diventato scomodo al pigmalione orco vorace che adesso vuole farlo fuori, perchè si rifiuta di accettare il ruolo che il padre padrone vorrebbe imporgli. E la figura patetica l'ha fatta non Daniele quando alla fine del congresso di Padova si è trovato a mangiare da solo come un cane, ma il capoclan e ancora di più i suoi leccanti adepti, sempre bisognosi di un idolo, un dio, un totem.

E molte altre cose ancora ci sarebbe da dire -psicanaliticamente parlando - dell'harem di cui si è circondato il Grande Capo, tutte queste donne adoranti intorno al loro sultano come tante sciamannate intorno al fallo, ma per ora la Miss ve le risparmia.

Addio Daniele, era troppo bello perché potesse durare, che la vita ti sia leggera.

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5 Comments:

At November 15, 2006 8:46 pm, Blogger ZonaSedna said...

brodie cara, il Partito Radicale è un pezzo del corpo di Marco Pannella. Le due cose non si possono staccare: quando Marco non ci sarà più scomparirà con lui anche il Partito. E Capezzone questo lo sapeva benissimo: simpatico e intelligente, ma di cadaveri prima di lui ne erano usciti già tanti da quel Partito. Peccato di presunzione, insomma.

 
At November 16, 2006 11:56 am, Blogger miss brodie said...

zonasedna, Lei ha perfettamente ragione. E se Capezzone presumeva, Miss Brodie si illudeva.

 
At November 21, 2006 4:01 pm, Anonymous Anonymous said...

Gentile Miss,
secondo lei le organizzazioni politiche chiamate partiti nella situazione attuale hanno ancora la facoltà di decidere il nostro futuro? Non sarebbe meglio se i seri problemi di questo
fossero gestiti da persone veramente competenti nei propri settori non iscritte a nessun partito al posto di personaggi fantocci che vengono piazzati nei vari ministeri.

 
At November 21, 2006 4:27 pm, Blogger miss brodie said...

ultimamente la Miss rifletteva appunto su questa idea, perarltro per nulla nuova visto che Platone la mette a fondamento del suo "La Repubblica", l'idea cioè che a governare debbano essere solo "i migliori". Ma a parte il fatto che ciò si scontrerebbe con il concetto stesso di democrazia (one head, one vote) resta da vedere se "i migliori" avrebbero tutto questo interesse a curarsi della cosa pubblica. Dunque, con Mark Twain la Miss dirà che il presente sistema è ben lungi da essere perfetto ma è il migliore che abbiamo.
Se problema c'è è quello della cultura e della formazione di teste pensanti, è l'ignoranza - e la mala fede delle persone colte - a causare i disservizi del sistema democratico, non il sistema in sé.

 
At November 21, 2006 5:33 pm, Anonymous Anonymous said...

Secondo lei la scuola dovrebbe avere un ruolo più centrale nella formazione culturale di cui parla?

 

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