insegnaci ad amare la nostra pazzia

Du, lass dich nicht verhaerten in dieser harten Zeit- Du, lass dich nicht verbittern in dieser bitteren Zeit (Wolf Bierman) Che pretesa essere amati da adulti se non ti hanno mai amato da bambino (A Busi) Hvad man ikke har haft som barn, faar man aldrig nok siden af (Tove Ditlevsen) To live without hope, to work without love (Virginia Woolf)

Wednesday, November 19, 2008

"I'm sorry for Italy": della Diaz, di Eluana e del resto

La frase in exergo è stata detta da uno dei cittadini britannici coinvolti nella "macelleria messicana" (testuali parole di un ispettore di polizia) della scuola Diaz, durante i notori avvenimenti del G8.
"I'm sorry for Italy" contiene in sole cinque parole tutto il disgusto, la rabbia, l'impotenza per un paese che dimostra, forse non sempre, ma in ormai troppe occasioni di non aver assimilato la modernità.
Il massacro, a quanto pare organizzato - anche se a insaputa dei vertici - dalla polizia stessa, secondo la recente sentenza, è solo uno dei molti emblematici episodi che mostrano come questo paese sia stato capace di sconfiggere la modernità.
Scandali, disastri, illegalità diffusa e imperante: nulla smuove chi si trova a comandare le leve del potere. I cambiamenti sono solo di facciata, quando ci sono, servono a camuffare il potere che passa da un gruppo all'altro senza farsi mai notare. Qualcuno, in questi cinquant'anni in sostanza si può dire che siano stati tutti o quasi i radicali, sì, quelli di Pannella, urla e ogni tanto una lontana eco del loro sgolarsi arriva a farsi intendere anche dalle folle, e in alcune, fortuite nonché fortunate circostanze riesce a smuovere qualche cosa, ma si tratta di poco in rapporto al molto di marcio che c'è.

Chissà, l'Italia in fondo è un paese antico, forse non cambierà mai, non può cambiare perché ha una classe dirigente che si tramanda il potere che è naturaliter ostile alla modernità intesa come cambiamento, come continuo riformare in maniera critica tutto, dentro e fuori di noi, perché si ha fiducia che le cose si possono e si devono cambiare.
Questa fiducia in Italia non esiste, anzi, al contrario è diffusa l'idea che si può cambiare solo in peggio, e se proprio non sembra esserci alternativa, se si deve cambiare allora meglio cambiare tutto per fare in modo che nulla cambi.

Machiavelli, il gattopardismo, la democrazia cristiana e il compromesso storico, il PCI e gli opposti estremismi, le "stragi di stato", gli ope legis, gli omissis, il consociativismo, la Costituzione che è piena di alti ideali e aria fritta, che stabilisce diritti che tutti sanno non potranno mai essere tutelati (il lavoro è un diritto: e come pensano di garantirlo ? la salute pure, cose che in altri paesi fanno ridere: quale costituzione potrà mai proteggere dalle malattie ?), in un articolo si dice che tutte le religioni sono eguali davanti allo Stato e quattro articoli dopo si stabilisce con un trattato internazionale che una è più uguale delle altre... e si potrebbe continuare di assurdità in assurdità ed è solo per non uscire pazzi che uno cerca di non pensarci, ma questa lucida follia è qualcosa che gli stranieri della Diaz hanno toccato con mano, e non si facevano capaci che nel 2008 potesse ancora esistere un paese occidentale cosiddetto avanzato in cui simili cose accadono. Sia chiaro, non la brutalità della polizia, ma il fatto che la polizia - nonostante le prove lampanti evidenti schiaccianti l'abbia fatta franca come in un qualsiasi delinquenziale zimbabwe del sud del mondo, come in una qualsiasi sovietica satrapia, come se si fosse in un qualsiasi assurdo shariatico sultanato tribale.

Questa è oggi la re-pubblica molto privata italiana, dove nemmeno una sentenza della Suprema Corte di Cassazione, vale a dire il tribunale più alto dell'ordinamento statale, è in grado di vedersi eseguita. Il Presidente della Regione Lombardia afferma, senza tema di essere cancellato dalla faccia della terra, di essere travolto dalla autorità che dovrebbe invece garantire - funzione a cui è preposta e per la quale ha ragione di esistere -il vigore della democrazia, cioè della legge e non quello del sopruso cioè dell'arbitrarietà, che non autorizzerà nessuna struttura sanitaria regionale, cioè statale, pagata con in contributi di tutti i cittadini, cioè non la sua, a fare ciò che la più alta istanza giuridica ordina sia fatto. E nessuno dice niente o fa niente: tutti pontificano e basta.

E il fatto che per spiegare tutto ciò Miss Brodie sia costretta a utilizzare un termine (pontificare) che si riferisce alla massima carica religiosa romana e una delle più antiche, risalente al circa duemilacinquecento anni fa, la dice lunga sulla faccenda, e dice tutto.

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Monday, November 17, 2008

Della nostra pelle, sulla nostra pelle: che cosa vogliono i nazisti in gonnella

Miss Brodie infrange una promessa (?) che si era fatta, di parlare esclusivamente di argomenti afferenti al mondo della scuola. Ma visto che non vive in un deserto scuolificato, torna a uno dei suoi pet hates: le gerarchie clericali.

Tutto il trambusto intorno al caso della povera Eluana Englaro non lascia presagire nulla di buono: se prima tutti questi clericali-fascisti erano contro il testamento in vita/ disposizioni di fine vita e comunque vogliate chiamarlo, ora gli stessi, dopo il dietrofront delle gerarchie da cui pendono e dipendono, adesso urlano a gran voce perché una legge venga varata per evitare che, così dicono, la magistratura interferisca in un ambito che, sempre secondo loro, soltanto a loro spetta.

Ma è meglio l'assenza di una legge che la presenza di una cattiva legge. Quello che si prospetta è un'altra legge capestro, piena di divieti, obsoleta già prima di essere sottoposta a esame, restrittiva e ideologicamente inficiata perché partirà dai presupposti vaticani, come se la fonte di ogni morale di ogni legge di ogni politica per essere buona e valida debba per forza rifarsi alla religione. La legge 40 sulla fecondazione assistita è stata un esempio del nuovo corso che è già vecchio e che inchioda l'Italia a posizioni che nel resto del mondo farebbero sprofondare i vari quagliarello, binetti, scaraffia, roccella, ferrara e altri vaticanofili tra gli sberleffi e l'irrisione.

Tuttavia non è questo che fa star male la Miss: è sempre più chiaro infatti che per le persone intelligenti, mature e tolleranti in questo paese non c'è più posto, l'alternativa al soccombere civilmente può essere solo una, l'esilio. Ma Miss Brodie è vecchia e si è già trascinata nella sua non lunga esistenza tra quattro diversi paesi ed è stanca per ricominciare una nuova vita altrove, il suo altrove l'ha già trovato nel regno delle lettere dove queste voci non giungono nemmeno come echi spenti di un mormorio scostante e confuso.

No, il male che affligge la Miss è che questi bellimbusti osano dire che loro parlano a nome del popolo italiano tutto, che loro e solo loro interpretano il corretto sentire degli italiani. No, così non è, non è vero, finchè avremo una voce dovremo urlare il nostro no fino a perdere il fiato, prima che, stremati, ci attacchino a un respiratore per prolungare la nostra tortura ad infinitum.

Era più umana l'Inquisizione, almeno si moriva una sola volta e di una sola morte. Ridateci il Tribunale della Suprema.

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Monday, March 05, 2007

le persone normali

Miss Brodie non può che essere felice di vedere che i suoi nemici nonché nemici del genere umano sono venuti finalmente allo scoperto. Dopo aver fatto i sornioni per settimane sulle incongruità giuridiche dei DICO (Dico sì ! Dico no !), sulle difficoltà politiche, sulle inopportunità strategiche, sulle altre priorità, alla fine hanno ammesso quello che era lampante a tutti per quanto non detto e nemmeno sussurrato. Quello che non gli va proprio giù è qualsiasi cosa che possa anche minimamente passare o essere letta come una legittimazione delle persone omosessuali.

In questo paese di ipocriti vili e bigotti, di becere beghine da botteghe oscure e di lesse cardinal-lesse da salotti-TV, chi ha accesso ai mezzi di informazione continua a pensare e a dire che le persone omosessuali non sono "normali" e anzi soffrono di psicopatologie.

Miss B non è mai stata "normale", e se ne vanta, ha sempre detestato - consciamente o inconsciamente - le persone normali visto che la sua massima ambizione nella vita era ed è di essere stra-ordinaria, obiettivo che invita a fare proprio anche a tutte le sue allieve, da sempre. Tutte queste persone normali, così nojose, così monotone, così prevedibili, la Miss dirà di più: queste persone così normali e così banali e pedisseque e stanche e piatte e ormonalmente omonormali, così stupide e inutili a se stesse e agli altri, così insulse e bieche, così O R D I N A R I E , le fanno senso.

Ma queste sono solo idiosincrasie brodiane e non hanno nessun valore oggettivo epistemologico, non possono fondare nessuna teoria o al massimo possono aspirare a fare da base al credo personale della Brodie.

Chiunque abbia un minimo di sale in zucca deve invece attenersi ai fatti, e i fatti sono i seguenti:

*che spesso sono gli psichiatri e gli psicologi che portano avanti discorsi sulle patologie con cui affibbiano alle persone omosessuali l'etichetta di "malati" i primi ad aver bisogno di essere curati (bastava assistere alle audizioni al Senato delle Cortes spagnole di uno psicolabile laureato in psichiatria e che era stato scelto per portare acqua al mulino degli avversarij del diritto di matrimonio per persone dello stesso sesso: un caso da manuale di mente malata e perversa);

*che la stragrande maggioranza di coloro che hanno pregiudizi contro le persone omosessuali sono persone che credono alle cose più strane (apparizioni, trasmutazioni di acqua in vino, vergini partorienti e altre amenità) e che poi continuano a battere il chiodo della "natura", la natura qui e la natura là e la natura non vuole e questo non è naturale. E' ora che smettano di rompere l'anima con le loro contraddizioni: che cosa c'è di naturale in una vecchia cula nascosta (ma è un segreto di pulcinella) che va in giro vestita di un gonnone bianco e leziosi copricapi che cambia in continuazione come nemmeno la più divina delle ultime dive del cinema muto dicendo e ribadendo di essere il vicario di dio in terra e che blatera da mattina a sera di sesso di sesso di sesso lui che sedicentemente non sa neanche che cos'è visto che sedicentemente vi si astiene ? Ma che c'è di naturale nel celibato ? Niente, proprio niente, anzi, per qualsiasi persona sana quella è la prima perversione (perverte il naturale corso della natura, care mie, se volete saperlo, che è quello di riprodursi, ma certo belle, smettetela di ascoltare queste hitleresse in gonnella, e lasciate infine quelle sacrestie, troppo chiuso, aria aria aria al cervello.

*che a venire a dire alla Miss che è una malata e una perversa sia una che passa almeno due ore al giorno con il cilicio (eh, quanto è di moda questo S/M, ma alla Miss non va, mai mischiato il dolore con il piacere, no, non sa quello che si perde e non ci tiene nemmeno a saperlo, grazie), che al mattino salta giù dal letto per il "minuto eroico" e vive costantemente in un'atmosfera di inquinamento intellettuale senza esporsi a nessuna lettura o studio di autori che non siano permessi dalle autorità cui lei volontariamente si sottomette, membro di un'organizzazione che si dedica alla perversione del genere umano fin dalla più tenera età con tecniche di lavaggio del cervello che costituiscono un manuale da modello per tutti gli appassionati del dominio di un essere umano sull'altro, che ha la mente INFICIATA da pensieri (?) insulsi e primitivi intrisi di odio per la carne il sesso e l'umanità e che di conseguenza non sa che cosa significa l'ebbrezza dell'orgasmo, no, qui se c'è qualcuno che è malato e perverso e in più odioso perché scatena l'odio contro le persone diverse da lei/lui (ma Binetti è un uomo in drag ? forse servirebbe il test del DNA per sapere di che sesso è biologicamente, visto che siamo in ballo...) è proprio la sedicente di sinistra opusdeesca psichiatressa ! E' una vergogna che la presentatrice della trasmissione non l'abbia invitata ad alzare la gonna e ad andare cordialmente a quel paese...

PS La Miss dimenticava: se siete tra quelli che credono che i bambini senza famiglia hanno bisogno di un papàpene e di una mammavagina e che le persone omosessuali non hanno gli stessi diritti delle persone eterozozzuali quanto alle adozioni, beh, che aspettate, andate via, non tornate qui, aria aria aria Miss Brodie non vi ritiene degni/e di leggerla, date fastidio, spengete la luce e non fate rumore quando chiudete la porta. Grazie di portare il vostro fetore altrove.

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Monday, January 15, 2007

PACS O NO PACS: non credere di avere dei diritti

Miss Brodie è contraria ai Pacs, e lo ha già detto su queste pagine, ma non per le ragioni che accomunano i leghisti come Calderoli e Borghezio ai margheritini come Rutelli e Binetti agli udiccini Volonté e Buttiglione per non dire dei virgulti aennini di Alleanza Giovani.
Miss Brodie è contraria all'idea di creare una specie di ingarbugliata legge che dovrebbe garantire alcuni diritti alle persone conviventi in coppie di fatto sia che alla base della relazione vi siano vincoli affettivi sia che vi siano altri motivi per cui due individui decidono di convivere.

Non è questa la strada per ampliare i diritti dei cittadini, e la Francia, da cui si è mutuato il termine e il concetto, è il paese meno adatto cui ispirarsi per la legislazione in oggetto visto che oltralpe non è un nuovo istituto giuridico, visto che molti sindaci si rifiutano di firmare il patto, visto che i diritti si acquisiscono dopo tre anni dalla stipula del patto, visto che tale patto può essere sciolto unilateralmente da uno dei partner con il solo obbligo di informativa (dell'avvenuta comunicazione di scioglimento in municipio) tramite raccomandata (senza avviso di ricevimento).

Ma non è di questo che vuole parlare la Miss. La Brodie si chiede - e si risponde da sola - perché sia le forze di destra sia le forze cattoliche si accaniscano così tanto contro la benché minima proposta di estendere alcuni diritti alle coppie conviventi, e gli evanescenti sedicenti di sinistra tengano loro bordone. E l'unica risposta convincente che riesce a darsi è che né le une né le altre riescono a tollerare l'idea che degli OMOSESSUALI, uomini più che donne, possano avere GLI STESSI DIRITTI DEGLI ALTRI CITTADINI. Questa è la grande questione nodale, questo è il grande equivoco che persino il democristiano-sul-pulmino-giallo-dalla-verginità-sempre-rifatta-e-mai-rotta non riesce a far passare sulle sue labbra e che quindi non menziona mai, sornionamente alludendovi solo se costretto per rimandare ad altra data.

La Chiesa dice le cose che dice, scontate e viete e immorali, contro cui l'indignazione non può nulla visto che sono indegne e andrebbero lasciate esclusivamente alla spazzatura che le ascolta e le accoglie così come vengono pronunciate da identica spazzatura, e la Miss non ci vede nulla di male, sente solo un gran fetore. Il problema non è dunque la Chiesa, ma gli italiani che in questo paese colonietta immonda lasciano che tutto accada come deve accadere visto che la coscienza civile non sanno dove sta di casa, e se una volta si potevano fare delle eccezioni per Piemonte e Lombardia oggi dalle Alpi al Salento è tutta solo un'unica gran sicilia, come aveva predetto Leonardo Sciascia ("La palma va a nord").

Sì, perché è di questo che si deve parlare, dei miti aborigeni dell'italica civiltà, degli italiani brava gente, non razzisti, non antisemiti, non omofobi. Bella roba, facile essere non razzisti in un paese che fino a poco tempo fa non aveva quasi minoranze etniche (e quelle che aveva le trattava peggio che un colonialista, non riconoscendole), facile essere non antisemiti, quando gli ebrei erano pochi e ben integrati nella società, facile ancora essere non omofobi, purché facciano le loro "sporcassade a casa loro veh !" e "che non si mettano in testa di volere dei diritti, neh !".

Gli omosessuali di questo paese poi fanno la loro parte, dato che a scuola dove la Miss insegna - a parte lei non se ne vedono, nei luoghi pubblici non se ne vedono tranne nei pochi casi dei militanti, in parlamento, nell'esercito, nella polizia, tra i carabinieri non ci sono. Eppure Miss Brodie li conosce, ci va o ci è andata a letto: poliziotti carabinieri pompieri (le divise sono una sua specialità) insospettabili insegnanti di educazione fisica padri di famiglia e anche nonni. Ma dove sono, chi li ha visti ? Per forza che gli italiani non sono omofobi, non ci sono gay in questo paese, stanno nei loro locali e nelle loro saune e nelle loro discoteche e nelle loro associazioni ! L'omofobia rispunta poi puntualissima solo nel momento in cui qualcuno, molto timidamente chiede per non dire implora di avere un sia pur minimo riconoscimento dal sardanapalema di turno anche solo per non sfigurare in classifica davanti a Grecia Irlanda Turchia e Bielorussia. Ma ai gay d'Italia che cosa importa ? L'unica cosa che conta è che possano muoversi liberamente da Sitges a Ibiza, da Mykonos a Maspalomas, e andare in qualche scopatojo in tutta libertà quando gli frizza il culo. Questi sono tutti i diritti che gli interessa di avere.

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Forse non tutti sanno che...o la vera giustizia

Forse non tutti sanno che all'Ospedale S.Carlo di Matera (Basilicata, Repubblica Italiana), struttura pubblica del Servizio Sanitario, non è in servizio nessun medico abortista, in quanto anche gli ultimi due assunti precisamente a tale scopo non appena superato il periodo di prova con contratto a tempo indeterminato hanno immediatamente firmato il modulo di obiezione di coscienza.

Forse non tutti sanno che in Basilicata non esistono ospedali pubblici che offrano il servizio di interruzione volontaria di gravidanza. Evidentemente la legge 194, così come molte altre leggi di questo strampalato paese, esiste solo sulla carta come dicono, in abstracto, puro flatus vocis. La donna che dovesse richiedere questo servizio viene dirottata presso strutture ospedaliere nelle regioni viciniore, visto che anche il servizio medico abortista navetta (una volta alla settimana arriva un medico da fuori a questo preciso scopo) è oberato dalle richieste e non riesce a farvi fronte.

Forse non tutti sanno che questa défaillance della legge all'italiana è della stessa natura di quella che ha portato il Tribunale di Roma a precisare nel caso di Piergiorgio Welby che, ancora una volta in teoria la Costituzione (! la suprema carta base di tutta la legislazione secondo la giurisprudenza italiana) garantisce il diritto del cittadino a disconoscere la competenza del proprio medico nell'esercizio della sua facoltà costituzionalmente garantita di rifiutare le cure anche vitali senza addurre nessuna ragione, ma nella pratica questo diritto non può essere esercitato perché manca la legge.

Forse non tutti sanno che recentemente (vedi il numero di Micromega di questo mese dedicato a Piergiorgio Welby) una donna che ha accompagnato il proprio marito in fin di vita a Amsterdam per poter avvalersi della legge sull'eutanasia vigente in quel paese, una volta tornata in questo paese si è vista accusata di omicidio di consenziente e costretta a patteggiare la pena di un anno di reclusione (su indicazione del proprio avvocato che le aveva prospettato, in caso contrario, il rischio di incorrere in una pena di sei anni di reclusione).

Forse non tutti sanno che questo è lo stesso paese in cui un insegnante di scuola superiore può minacciare e ricattare un supermercato, estorcere denaro, essere colto con le mani nel sacco dalla polizia, subire regolare processo, essere condannato a due anni di reclusione con la condizionale, non farsi neanche un giorno di carcere per l'indulto e ritornare in cattedra il giorno stesso dopo il processo.

Forse non tutti sanno che questo è lo stesso paese in cui una maestra accusata di concorso in rapina (otto rapine) con il proprio amante (recidivo, già pluricondannato per lo stesso reato, a piede libero per indulto) potrebbe tornare a scuola già dopodomani: il suo caso è all'esame del direttore della scuola (ohibò, ma che ne dovrebbe saper lui di procedura penale ?).

Forse non tutti sanno che esistono in questo paese figure istituzionali pronte a dire che l'individualismo va frenato e che il liberismo non rispetta i valori della società e che si può rispondere alle sfide del futuro solo tutti insieme blah blah blah (vedi intervista a Giuliano Amato sul Corriere della Sera di sabato scorso) nello stesso paese in cui ci sono persone con una pensione di 18.000 euri AL MESE e altre con 516 euro, gente che è andata in pensione a 38 anni e altri che ci andranno, se saranno ancora vivi e sempre se il pozzo senza fondo del sistema pensionistico pubblico sarà ancora in piedi, a 65, dove è tutto un gran parlare di "valori", della "società", del "bene comune" ma sempre e soltanto sulla pelle degli altri e mai sulla propria.

Questo è lo stesso paese dove solo chi ha conoscenze tra le forze dell'ordine può permettersi di dare in locazione un immobile: gli altri devono affidarsi alla benevolenza del caso ché se un inquilino dovesse mai decidere di non pagare la pigione o di non sgombrare l'alloggio allo scadere del contratto nulla e nessuno lo farà mai sloggiare visto che il parlamento stesso proroga da più di venti anni di sei mesi in sei mesi un decreto legge antisfratto. I giudici ? Loro usufruiscono di locali di servizio di proprietà di enti pubblici in zone di lusso e a metrature s p r e g i u d i c a t e (dai 150 mq in su, la media è di 200 mq) per i quali non pagano pigione o qualora la paghino si tratta di una cifra nominale irrisoria (150 euri al trimestre per esempio).

Forse non tutti sanno che questo è il paese in cui bisogna amaramente riconoscere che nessuno - se non appartiene alla schiera dei potenti e dei privilegiati - può permettersi il lusso di ripetere il dictum di quel mugnajo settecentesco della Marca Brandeburghese che, di fronte alla minaccia di un sopruso da parte del Re di Prussia Federico II che lo interrogava, rispose in faccia al suo sovrano: "Es gibt doch Richter in Berlin !" (A Berlino ci sono ben dei giudici !). Siamo più sudditi noi oggi, dugento anni dopo, qui, in questa sedicente Repubblica, di quanto non lo sia mai stato lui nella sua monarchia assoluta pre-illuministica.

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Tuesday, January 09, 2007

morte e ideologia: la terra senza il male

Il can-can mediatico si è affievolito anche se in realtà sono passati solo pochi giorni dagli eventi che hanno catturato l'attenzione dei mezzi di comunicazione, e forse ora è bene fare qualche riflessione più pacata su tali avvenimenti.
Piergiorgio Welby se ne è andato come aveva desiderato, non volendo più restare attaccato al respiratore che lo manteneva in esistenza (visto che per lui non era vita), ajutato da una sedazione per non soffrire durante la fase di soffocamento (è così che è morto, occorre dirlo). Un medico anestesista si è offerto di adire alla sua richiesta dopo che il medico curante si era rifiutato di sospendere il trattamento come invece la legge esplicitamente prevede nel caso in cui il paziente ritiri il suo consenso alla terapia, a qualunque stadio (c'est à dire posso decidere di sottopormi a un'operazione e poi in sala operatoria dire "ho cambiato idea, portatemi via" e nessuna legge può imporre che l'operazione avvenga anche se preventivamente decisa e nemmeno nel caso in cui sia necessaria per salvare la vita).

Il fatto è che di morte - soprattutto in Italia - non si parla quasi mai e sono necessari questi casi eclatanti perché nasca un dibattito, dibattito che il più delle volte è inficiato dalle personali considerazioni ideologiche di chi vi prende parte. Sulla questione Welby si è visto soprattutto l'imperio della dittatura delle ideologie: se non va bene a me non deve essere permesso a te, per quanto tu lo desideri, per quanto possa essere una questione che riguarda te e soltanto te, la tua richiesta non ha senso perché se tu desideri una cosa simile vuol dire che sei fuori di te e fuori di senno e dunque io devo impediterlo, sei un pazzo ma siccome sei malato e evidentemente soffri non posso dirtelo a chiare lettere, anche se farò in modo che mai e poi mai tu possa concretizzare la tua richiesta, specialmente se sei incapace fisicamente se sei povero se sei solo.

Non si parla di morte e quando se ne parla in questo paese di gente (ché non di cittadini si tratta) fintamente cattolici cioè per niente religiosi ma solo pagani come sono sempre stati e infinitamente superstiziosi se ne fanno gli scongiuri: guai a parlare di funerali e di decisioni circa la propria morte e le proprie esequie. Fino a qualche anno fa la cremazione era addirittura tabù e pur essendo legislativamente possibile vi erano così tanti e tali ostacoli e difficoltà e cavilli burocratici che pochi riuscivano ad avvalersene, e ancora oggi - assurdo ma spesso la Miss dimentica di vivere in Italia - non è consentito ai familiari conservare le ceneri (devono essere lasciate in un urna cineraria al cimitero per la quale si deve pagare regolare affitto) o disporne come meglio ritengano, ad esempio disperdendole in un luogo deciso dal caro estinto. Non sia mai, le ceneri potrebbero inquinari i meravigliosi e purissimi mari fiumi laghi italici o peggio ancora le purissime vette di montagna o l'aria meravigliosa e pura di questo squallido paese malato, di inquinamento industriale, di cafoneria e di cialtroneria.

Passando poi a un'altra morte illustre qualche lettrice si stupirà forse della posizione Brodiana rispetto alla pena di morte. Miss Brodie è solo intellettualmente contraria alla pena capitale, per tutte le buone ragioni addotte da Beccaria in poi, che non è deterrente, che non ha la certezza del condannato, che non è educativa. Tutto vero, ma anche tutto inutile. Di uno come il signor Saddam Hussein il mondo non ha bisogno, anzi, peccato che sia stato sedato prima dell'esecuzione, non deve essersi reso granché conto di quanto stava avvenendo, a differenza delle sue vittime. Per il resto in questo la Miss segue il Talmud: la pena di morte è lecita solo se si è certi al 100% della colpevolezza dell'accusato, e siccome questa certezza al 100% non esiste quasi mai è da più di duemila anni che nel mondo ebraico non si eseguono più condanne capitali (con l'eccezione di Eichmann, 1968 primo e unico giustiziato in terra di Israele). Ma di per sé Miss Brodie non prova compunzione nel vedere i criminali eliminati dalla faccia della terra, sono sempre troppo pochi quelli che vengono fatti fuori, sempre troppe le loro vittime che non troveranno giustizia nel l'unico luogo in cui conti che trovino giustizia: qui sulla terra.

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Monday, January 08, 2007

cose così

Da fonte certa e verificabile Miss Brodie viene a sapere che, in un paese del Medio Oriente - la Miss non dirà quale - un cittadino straniero ha fatto richiesta di cittadinanza italiana presso la locale Ambasciata d'Italia (interessante che questa sia la denominazione, assolutamente non ufficiale visto che il nostro paese si chiama Repubblica Italiana), in quanto nato in Italia da padre cittadino italiano. Dopo qualche mese, non ricevendo risposta si è rivolto all'ambasciata per avere notizia della pratica: ebbene, il personale gli ha risposto che sono andati persi tutti i documenti presentati e che occori riproporre la domanda. Il cittadino - senza passaporto italiano ma cittadino a tutti gli effetti visto che è nato in Italia da padre italiano - si arma di pazienza e dopo vari mesi e con molta difficoltà riproduce tutti i documenti richiesti e ripresenta la domanda.
Trascorrono alcuni mesi e non avendo ricevuto informazioni in merito alla pratica si rifà di nuovo vivo in ambasciata. Questa volta un altro membro del personale gli dice che purtroppo sono andati di nuovo persi tutti i documenti. A questo punto il cittadino senza passaporto è disperato ma deve farsi animo e ricominciare da capo.

Avete capito che cosa c'è dietro ? La Miss non aveva capito, c'è voluto che la fonte da cui ha avuto queste informazioni le spiegasse l'inghippo: perché la pratica vada in porto, si badi bene, non per agevolarla o per velocizzarla, ma perché cominci - è sottinteso anche se il personale dell'ambasciata d'Italia non dice niente esplicitamente, che si "ungano le ruote" dei meccanismi arruginiti e cigolanti, certo, una bella mazzetta all'italiana, o alla siciliana, napoletana, calabrese, pugliese, romana se preferite.

Che cosa c'entra la Miss con tutto questo ? La Miss ha tradotto i documenti dalla lingua del richiedente in italiano, tutto qui.

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le mani sulla città

Durante questo tempo di crescita e di ritrovarsi che sono le vacanze scolastiche Miss Brodie ha avuto modo di scorrazzare per la sua città e di cogliere delle visioni che di solito le sfuggono. A parte qualche brillante scorcio e alcune magnifiche distese celesti che vedi solo in Lombardia, l'impressione tuttavia è stata desolante: è chiaro a chiunque che da almeno venti anni, ma forse di più, nessuna strategia urbanistica è stata adottata se non quella di fare cassa dando mano libera ai costruttori e a tutti gli imprenditori dell'effimero perché usassero la città come palcoscenico - davvero prestigioso - delle loro messeinscena giusto il tempo per cogliere il maggiore profitto possibile, pagare il prezzo più basso e sparire dalla circolazione per un po' prima di riaffacciarsi per cogliere "un'altra opportunità". Tutto ciò, beneinteso, a scapito della qualità di vita di chi in questa città deve vivere, di chi vuole farci crescere i figli, di chi ancora vuole lasciare un segno anche culturale.

Non è un segreto che almeno da venti anni il declino nel campo di praticamente tutte le arti - cinema, teatro, opera, musica sinfonica - ha visto Milano diventare un deserto culturale, aldilà di tutti i paroloni di cui si bea questo o quell'altro assessore vanaglorioso per ogni "evento" anche striminzito e comunque di nessun valore culturale se non in senso di operazione commerciale. Un mese con l'altro il piazzale antistante il magnifico edificio della Stazione Centrale, un simbolo se non IL simbolo per eccellenza in questo paese dell'architettura eclettica del primo novecento, viene trasformato in parterre per pubblicizzare vuoi un'automobile vuoi una ditta di dolciumi vuoi una stazione radio vuoi una rete televisiva. E' sempre sporco, lordo anche dopo il passaggio della nettezza urbana, per niente valorizzato e ridotto a luogo di bivacco insicuro e maleodorante.

Ma anche una passeggiata per il centro non solleva il morale. Via Dante, costruita a fine ottocento con intento scenografico per collegare a doppia quinta la grandiloquente Piazza Cordusio - nuovo autocelebrativo centro degli affari con i palazzi della Borsa (le odierne Poste), delle principali banche nazionali e della più grande ditta di assicurazioni europea (dell'epoca) - con la piazza del rinnovato Castello, antica sede del potere secolare autonomo cittadino e ora trasformato in luogo della memoria culturale della città, ospita bancarelle da sagra paesana, con il banchetto di dolci siciliani, cannoli e zucchero filato, banchi di sedicenti prodotti artigianali (cappellini, sciarpe, anelli e ciondoli) e il tutto a discapito dei valori architettonici e della prospettiva che uno potrebbe godersi nel percorrere il tratto fino a piazza Duomo, in un'ideale ma voluta contrapposizione con l'altro grande potere, storicamente, della città ambrosiana, il vescovo.

Dappertutto il servizio di nettezza urbana lascia a desiderare, l'impressione è di una città allo sbaraglio, che ancora per poco cerca di rimediare con una corsetta al grande distacco da cui la separano altre città, in Italia (Roma e Torino, solo per dirne due) per non dire all'estero, dove ormai il confronto non è più neppure con i paesi latinoamericani (avete visto Sao Paulo o Cali ?) ma con le città dell'Africa nera, Abidjan o Dakar.

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Tuesday, December 12, 2006

Di PACS (presunti tali), di Welby, di Chiesa e di Pinochet

Molti pensieri e alla rinfusa si rincorrono per gli spazij neuronali e i viali dendritici del cervello della Brodie che cercherà didare loro un ordine almeno apparentemente compiuto.

Ascoltando le varie opinioni alla radio e leggendole sui giornali gratuiti riguardo alla furia scatenata dalla proposta del governo di presentare entro il 31 gennajo 2007 un disegno di legge sulla tutela delle coppie di fatto, Miss Brodie si è sentita spesso mancare. Quanta ignoranza, quanti pregiudizij, quante sciocchezze si è dovuta sorbire. Ma questo è un dato di fatto che deve limitarsi a registrare. Così come è messa la faccenda, la Miss dirà subito che è contro i PACS, o presunti tali. Non si illudano, tanto gli omosessuali e le organizzazioni che li rappresentano quanto le forze sedicenti di sinistra che brigano dalla parte del "progresso". Al massimo verranno tutelati alcuni piccoli diritti patrimoniali e poco più. Non si tratterà di creare un altro istituto giuridico per chi non può (omosessuali) o non vuole (eterosessuali) accedere all'istituto già esistente del matrimonio. Che parecchi minus habens si ostinano a vedere come "naturale" (qualcuno deve ancora spiegare bene alla Miss che cosa si intende per "naturale": vestirsi, scrivere, leggere, mangiare cibo già pronto, volare è "naturale" ? Se per naturale si intende "secondo natura" allora non solo tutto ciò e tutte le istituzioni sono "innaturale", ma gli unici veri esseri umani a vivere secondo natura sono gli aborigeni della foresta amazzonica, i boscimani del Kalahari, i pigmei africani e gli autoctoni dell'Irian Jaya. Ma anche in questo caso basterebbe ascoltare quanto ci dicono gli antropologi che quelle popolazioni hanno studiato per cambiare subito idea: anche gli esseri umani più "primitivi" secondo la percezione dei popoli "civilizzati" sono altrettanto umani e altrettanto "innaturali", perché dotati di CULTURA. Dunque basta con queste stupidaggini su matrimonio tra uomo e donna, naturale, coppie omosessuali, contro natura. Secondo questa logica naturale sarebbe solo vivere nelle caverne - SENZA fuoco né pelli di animali per coprirsi - vivendo di bacche e erbe selvatiche e di piccoli animali (vermi cavallette roditori e minuscoli volatili) trovati per caso o facilmente catturabili. Anzi era già bye bye natura ancora prima che abbandonassero le caverne, visto che ci hanno lasciato mirabili dipinti e incisioni nelle caverne stesse. Avete mai visto altri animali fare lo stesso ? Fine del lungo inciso.)

No, Miss Brodie è contro i PACS (presunti tali) non solo serviranno a poco e a pochi/e, non solo perché confermeranno che esistono unioni di serie e unioni di scarto (altro che serie A e B, qui le coppie di fatto non entreranno nemmeno in campionato), ma soprattutto perché i diritti sono tali solo se vengono conquistati, non se vengono concessi o octroyati. La libertà non te la può dare nessuno, devi prendertela. Fino a quando non passerà questo concetto, saranno solo piccole concessioni.

Qualcuno dirà, meglio qualche tutela anche minima piuttosto che nessuna tutela. E a ragione. Visto che siamo in Italia è con questo concetto che molti, sicuramente nei partiti della cosiddetta maggioranza di sinistra (maggioranza ? di sinistra ?) avanzano le loro proposte, e forse anche nelle fila del cosiddetto movimento omosessuale (movimento ? omosessuale ? no, movimento delle discoteche e delle saune). L'idea cioè, che è meglio avere un uovo oggi che la gallina domani, perché tanto prima o poi, un uovo dopo l'altro, si arriverà alla gallina senza troppo ferire e infierire. Tutto in questo paese funziona così: assumono qualcuno come precario nel pubblico e centinaja di migliaja si prestano perché vai tu che vado io sanno che dopo varij anni la loro precarietà sarà stabilizzata - alla faccia di tutti gli altri vincitori di regolare concorso. Si approva una legge per depenalizzare e autorizzare l'aborto terapeutico nei casi di pericolo per la madre o di difficoltà sociale, e poi si decide da un lato che nessun ospedale è tenuto per legge a offrire il servizio (se tutti i ginecologi di un dato reparto sono obiettori che si fa ?) e dall'altro non esiste nessuna regolamentazione quanto al significato di difficoltà "sociale" (l'età troppo giovane, il lavoro precario, il lavoro assente, blah blah blah, tutto fa brodo).

L'unica posizione sostenibile, l'unica logica. l'unica saggia, l'unica giusta, è quella portata avanti in Spagna dal governo di San Zapatero (Santo subito !). Il matrimonio non è sacramento, è un istituto giuridico e come tale l'eguaglianza di diritti tra tutti i cittadini e le cittadine ESIGE senza se e senza ma, adesso ora subito in questo preciso istante che si apra a tutti e a tutte le cittadine in regola con la legge secondo gli stessi principij. Basta, period, end of story.

Oppure si può proporre quanto fatto nei Paesi Bassi, in Germania o nel Regno Unito e creare una forma di "partenariato civile". Tutto il resto è solo un papocchio indigeribile e inaccettabile, come i PACS francesi o le proposte del presente governo italiano, che aprirebbero anche alle convivenze tra familiari e amici senza vincoli sessuali ma solo affettivi e di reciproco sostegno. E' questo che si vuol difendere ?

Di Welby che dire ? Si attende tra un'ora la sentenza del Tribunale di Roma dopo che jeri la pretura della capitale ha decretato l'ammessibilità di uno dei ricorsi dei legali di Welby, quello riguardante la sua richiesta di staccare la spina del ventilatore. Anche a Radio Radicale tutti sembrano molto ottimisti circa gli esiti, non così la Brodie che è solo realista, non pessimista, anche se per il bene di Piergiorgio si augura di sbagliarsi. Miss Brodie teme invece una decisione pilatesca, di cui c'è già stato sentore, e cioè, il Signor Welby ha il diritto sì di rifiutare le cure, ma non appena dovesse perdere coscienza e rischiare le vita i medici hanno il dovere di fare tutto ciò che è oggi possibile (umanamente e tecnicamente) per salvarlo e dunque riattaccate quel respiratore. Una decisione pilatesca come molte se non tutte le decisioni del pensiero giuridico italiano (basta leggersi una qualsiasi edizione della Costituzione della Repubblica integrata dei lavori preparatorij circa CIASCUN articolo).

La Chiesa ha torto, torto marcio, ogni volta che pretende di parlare come se incarnasse l'unica verità possibile per ogni essere umano. Ma non fa che svolgere la sua missione visto che tramite il suo pastore tedesco - che, non lo si dimentichi, è VICARIO su questo pianeta del figlio di MR BIG akas Dio - è in linea diretta con la fonte assoluto di ciò che è buono e giusto. Dunque il problema non è la Chiesa ma chi continua a dare credito a un'istituzione patriarcale e gerarchica e autoritaria che dopo duemila e passa anni di soprusi, spoliazioni, inquisizioni, depredamenti, è ancora qui a battere cassa (vedi la finanziaria del governo italiano 2006, ma non solo, le scuole confessionali sovvenzionate dalla pubblica amministrazione in Belgio Olanda Canada e Regno Unito) e a proclamare allo stesso tempo la santa verità.

E per finire, come non indignarsi di vedere tra le foto dei servizi sulla morte di quel mastino codardo e vile del generale Pinochet (tradì il presidente che lo aveva nominato - vile, e fu l'ultimo a unirsi alla cospirazione degli altri militari, decidendosi solo dopo essersi accertato del successo dell'operazione - codardo), quella che lo ritrae in affabile compagnonaggine del da poco trapassato papa John Paul Superstar ? E' morto in un caldo letto di ospedale militare dotato di tutti i confort e macchinarij medici all'avanguardia che il 70% dei cileni non vedrà mai nemmeno da lontano, nonostante le amorevoli cure, circondato dall'affetto dei suoi cari e munito di estrema unzione e di benedizione da parte delle gerarchie ecclesiastiche che sempre lo hanno amato. E non si dica che la Chiesa non giudica nemmeno il peggiore dei peccatori (caso che non si applica a Augusto Pinochet, che fino all'ultimo si è sentito un grand'uomo e un eroe nazionale, altro che peccatore, pentito o non): la Chiesa giudica eccome, vietando i sacramenti ai divorziati, risposati e non, alle donne che hanno abortito, a chi usa le cellule staminali embrionali. La Chiesa che si fa paladina della vita, del principio della vita sempre e comunque, tranne nel caso della pena di morte (ammessa dall'attuale Catechismo della Chiesa Cattolica, praticata dalla Chiesa stessa nei secoli dei secoli) e nel caso di un aguzzino che ha fatto scomparire e torturare nei modo più efferati migliaja e migliaja di persone. Ci sono vite di pregio da difendere, quella del generale Pinochet e degli embrioni non nati, e vite di scarto da calpestare impunemente, quelle delle vittime dei nemici degli amici della Chiesa.

Se siete amici/che della Chiesa e volete difenderla, siete - e non cordialmente - invitate a non frequentare questo sito, a non leggere quanto scrive la Brodie, a NON lasciare i vostri pelosi e viperosi commenti qui e generalmente ad andare a rompere l'anima a qualcun altra/o. Grazie, E NON TORNATE.

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Tuesday, November 14, 2006

In casa Pannella

A chi legge regolarmente il ciberdiario brodiano non saranno sfuggite le simpatie della Miss per i Radicali e per il loro partito la Rosa nel Pugno, partito che ha ricevuto il suo voto alle ultime elezioni non perché si trovasse nello schieramento di centrosinistra quanto perché unica speranza per le persone sane di mente di tovare una via d'uscita della melma in cui affonda la politica italiana e con essa il paese tutto.

Fatta questa premessa indispensabile, Miss Brodie deve ammettere che molta della simpatia che provava per la RnP era dovuta al carisma del da poco destituito Segretario Radicale Daniele Capezzone: non solo persona colta, preparata, dotata di un ottima dialettica e di un certo sex-appeal come bravo ragazzo diligente, ma anche e soprattutto un uomo "con le palle".

E tuttavia, la Miss l'ha rimarcato altrove nei commenti al suo blog di riferimento il problema dei Radicali sta tutto nella presenza ingombrante del suo pachidermico fondatore ispiratore guida e factotum generale che da ormai quattro decenni non lascia la presa e non sopporta, come ogni egomaniaco che si rispetti, di essere messo nell'ombra da un nuovo astro che sorge e che potrebbe oscurare il suo splendore, ormai, ammettiamolo, pure, un po' avvizzito.

D'altra parte le accuse che Pannella ha rivolto in diretta a Capezzone durante la consueta rubrica della domenica erano di questo tenore: il fatto che l'ex-segretario "si fosse eretto un monumento", che avesse fatto parlare troppo di sé a scapito del partito, che si fosse curato della propria carriera invece di incrementare le schiere degli aderenti al partito e via blaterando di accusa stupida e meschina in accusa più stupida e più meschina. Tutti sanno che le attività del Presidente della Commissione della Camera alle attività produttive, giovane, capace e bello, non facevano che dare lustro e nome al partito, e che, allo stesso tempo, mettevano nell'oscurità tutte le patetiche iniziative di quella forza spenta che Pannella è diventato.

L'esautorato settuagenario ha pensato bene che l'unica cosa possibile da fare per ritornare sotto la luce dei riflettori fosse quella di esautorare il giovincello serio e non scherzoso che diceva quello che intendeva e intendeva quello che diceva. Per carità, non è la prima volta che il pigmalione radicale si scaglia contro la statua che ha creato: era già successo (chi se lo ricorda però ?) con Giovanni Negri, con Rutelli e con Pecoraro Scanio. Non a questo livello, certo: la differenza tra gli altri figuri e Capezzone è appunto che quest'ultimo è più "tosto" di loro e per ora non intende mollare. Ma non durerà a lungo, opina Miss Brodie, la lettera di jeri con cui Capezzone chiede il sostegno morale degli altri radicali è il primo segno del cedimento. Molto onore a Daniele per aver tenuto duro fin qui, non è da tutti, e speriamo che nella caduta non rovini irrimediabilmente: è una delle poche personalità politiche italiane che all'estero possono solo invidiarci.

Qualcuno ha voluto scomodare miti e psicanalisi. Ma sì, scomodiamoli pure. Soltanto qui non si tratta di una sfida tra Crono e Zeus, e nemmeno di conflitto edipico, anche se il fatto che Pannella stia facendo di tutto perché Capezzone se ne vada da solo (mobbing psicologico protratto, facendo terra bruciata politicamente intorno a lui) la dice lunga sul pelo sullo stomaco che il pachidermico abruzzese ha, altro che satyagraha["la forza della verità"] gandhiani (e anche Gandhi, se si scoprissero tutti gli altarini sulla Grande Anima, ah quanto puzzo, quanto ribrezzo: gli inglesi conoscevano bene il loro pollo, ma a farlo fuori ci ha pensato un suo correligionario hindu, con buona pace della non-violenza...)

Il fatto è che non basta, freudianamente "ammazzare il padre" per superare il conflitto edipico e diventare così adulti. Freud dimenticava che si è tutti figli di qualcuno e figli si resta. Dunque, tutti condannati ai proprij ruoli, i padri come i figli. Ma ai grandi - e Capezzone è un grande - i ruoli stanno stretti: lui non è figlio di Pannella e non è figlio di nessuno se non di se stesso, e non avrà "figli", è per questo che è diventato scomodo al pigmalione orco vorace che adesso vuole farlo fuori, perchè si rifiuta di accettare il ruolo che il padre padrone vorrebbe imporgli. E la figura patetica l'ha fatta non Daniele quando alla fine del congresso di Padova si è trovato a mangiare da solo come un cane, ma il capoclan e ancora di più i suoi leccanti adepti, sempre bisognosi di un idolo, un dio, un totem.

E molte altre cose ancora ci sarebbe da dire -psicanaliticamente parlando - dell'harem di cui si è circondato il Grande Capo, tutte queste donne adoranti intorno al loro sultano come tante sciamannate intorno al fallo, ma per ora la Miss ve le risparmia.

Addio Daniele, era troppo bello perché potesse durare, che la vita ti sia leggera.

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