insegnaci ad amare la nostra pazzia

Du, lass dich nicht verhaerten in dieser harten Zeit- Du, lass dich nicht verbittern in dieser bitteren Zeit (Wolf Bierman) Che pretesa essere amati da adulti se non ti hanno mai amato da bambino (A Busi) Hvad man ikke har haft som barn, faar man aldrig nok siden af (Tove Ditlevsen) To live without hope, to work without love (Virginia Woolf)

Saturday, July 16, 2005

la famiglia è la base della società: ovvero madri che ammazzano i propri figli

Ogni giorno o quasi che passa miss Brodie è costretta a leggere di qualche padre o madre o in qualche modo familiare che ammazza, a botte, a calci, a colpi di roncola o in altra ferace maniera il proprio figlio o figlia, spesso di età contabile in mesi prima che in anni. In altri casi è il figlio o la figlia che stermina il proprio genitore, ma sembra che in questo caso la notizia faccia meno effetto, forse perché la psicanalisi ha fatto entrare nell'imaginario collettivo il mito edipico molto di più di quanto abbia fatto con quello di Zeus che ammazza Crono.

Di madri "snaturate", come se tutto ciò che è umano non fosse "natura", miss b non dirà niente. Si è ricordata invece di un caso che la fece piangere e che tuttora la fa piangere quando ne legge. Serena Cruz o la vera giustizia è un libro della Natalia scritto come solo lei era capace di fare, con la passione di chi crede che rimanere (o per molti altri, diventare) umani è lo scopo per cui siamo a questo mondo. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, si tratta di una bimba filippina adottata in modo non proprio canonico da una coppia generosa, in particolare un padre che decide, dopo aver visto Serena tra i rifiuti e con i vermi che le escono dalle orecchie, di portarsela in Italia senza seguire la regolare e lunga trafila del procedimento di adozione. Una volta che le autorità scoprono il fatto la bambina viene strappata letteralmente dalle braccia della madre agli affetti familiari, compresi quelli di un fratellino più grande, anche lui adottato, anche lui filippino. Questi non si darà per vinto e grazie alla sua tenacia c'è stato un lieto fine - a suo modo - a questa storia di ordinaria barbarie nel nome della norma e del tradimento di ogni ragione e sentimento. I due si sono ritrovati dopo quindici anni e oggi Serena è tornata nella "sua" famiglia. Miss Brodie crede però che le vite spezzate di queste quattro persone non saranno mai ricomposte, che la frattura che si è creata in ciascuno di loro resterà per sempre con loro, che il male ha vinto sul bene di cui si sono riempita la bocca tutte le autorità, a partire dai giudici (veri sadici) alle assistenti sociali (pura merda umana) ai carabinieri che hanno seguito la scena per imporre con la loro forza la violenza di un'azione di Stato (veri pilati ingiustificabili, moralmente e legalmente).

Miss B è una sentimentale e ogni tanto legge questo meraviglioso libro della Natalia, quello stesso che la Natalia credeva il suo migliore (e lo stesso pensa la miss) e tira fuori tutti gli articoli di giornale che ha conservato sull'incontro dei due fratelli da adulti, per asciugarsi le lacrime, perché crede che la storia di Serena sia tanto raccapricciante quanto quella che subiscono - spesso fatalmente - le altre piccole vittime della violenza familiare e che faccia loro da pendant. In un libro portato all'attenzione della miss dall'inossidabile babsijones così commenta l'indimenticabile Cesare Garboli: "la più sciagurata delle convinzioni: la presunzione che si possa infliggere una sevizia a un bambino in nome di valori intoccabili e inappellabili." (Ricordi tristi e civili).

Quelli che si riempiono la bocca di parole quali "le norme della legge", "l'ordine legale", "fini umanitari" sono gli stessi che si disperano che in Spagna le coppie di omosessuali possano adottare figli, gli stessi che urlano nel nome della "natura", gli stessi che invocano a gran voce il diritto di ogni bambino a avere "un padre certo e conosciuto" (testuali parole, e provenienti non dalla bestia umana Calderoli o dalla cloaca vivente Giovanardi ma dall'intelletto soppraffino e normaliano (di Pisa) del Minimo d'Ulema, sedicente rappresentante delle forze "riformiste" attualmente all'opposizione in questo sciagurato paese di sciagurati).

Ecco, questi stessi Miss Brodie non li sente mai urlare contro gli aberranti esempi di familismo. Non li sente scagliarsi contro gli abusi sessuali (miss B si rifiuta di usare il termine ormai senza alcun valore semantico sulla bocca di gente che piega le parole alle proprie opinioni - visto che di idee non ne hanno - e che significa amore/passione per i bambini) che avvengono per oltre il 95% dei casi nell'ambito familiare, anche se sono pronti a ergersi a favore della castrazione e a scagliarsi contro i difensori dei diritti civili per tutti i cittadini e le cittadine, anche criminali.

Quelli che la conoscono dicono che miss B sarebbe un'ottima madre di famiglia - e ne hanno ben ragione, la miss chiede venia per la sua mancanza di umiltà - ma sa benissimo che se lei solo si azzardasse a chiedere in adozione una bimba bisognosa di calore familiare verrebbe additata come una singol snaturata e perversa che vuole impedire a una bambina di provare la tutta "naturale" felicità di avere un padre e una madre. Quella stessa che conduce ogni giorno vari bimbi al camposanto. Ma tanto che importa, morto uno se ne fa un altro, loro sì, possono, è la natura...

TESTI DI RIFERIMENTO

George Eliot, Silas Marner
Natalia Ginzburg, Serena Cruz o la vera giustizia

10 Comments:

At July 16, 2005 3:00 pm, Anonymous Anonymous said...

miss, tempo fa, facendo zapping notturno e svogliato, mi sono imbattuto nella replica di una sorta di trasmissione televisiva: si tratta di un programma quotidiano in cui chiedono a persone comuni (abitanti al nord e al sud) la loro opinione su fatti di attualità. in quella puntata chiedevano alla gente cosa pensasse riguardo alla legge di Zapatero. la maggior parte degli intervistati (non tutti) si sono dichiarati favorevoli al matrimonio omosessuale, ma apertamente contrari all'adozione da parte di coppie gay/lesbiche. il "conduttore" (che compare all'inizio e alla fine del programma per porre il quesito del giorno e dare la sua risposta), un opinionista a me sconosciuto (e mi chiedo cosa si debba studiare nella vita per diventare opinionista, a quale sindacato iscriversi e cosa scrivere sulla carta d'identità alla voce "professione"), ha infine sentenziato che non c'è nulla di male nel matrimonio omosessuale, ma l'adozione non va bene. perché l'omosessualità è una scelta di vita (io, invece, sono proprio convinto che gay lo si è fin dal primo vagito) e non è giusto imporre tale scelta ai bambini, che, in quanto tali, non hanno ancora maturato un pensiero critico sufficiente per compiere una tale decisione. "rispetto" (se proprio devo...) il pensiero dell' "opinionista", ma mi chiedo: perché allora è giusto che un bambino cresca cattolico, piuttosto che testimone di Geova o altro, solo perché i suoi genitori lo sono? non è forse questa un'imposizione? la religione, come tante altre cose, non è forse una scelta che merita un adeguato senso critico? confido in una sua risposta.

 
At July 16, 2005 4:48 pm, Anonymous Trespolo said...

Leggo il tuo post, arrivandoci dal blog di cadavrexquis (mannaggia ai nick complicati e alla mia scarsa abilità alla tastiera), e mi risuona in testa come un urlo disperato e inascoltato.
Denunciare maltrattamenti in una famiglia è pericoloso anche se hai ragione (esperienza diretta) e alla fine te ne devono dare atto.
Riprendere un padre (??) coglione perché al ristorante ha scaraventato la figlioletta di tre anni a due metri con una sberla a mano piena è pericoloso (esperienza personale pure questa) e, per mia fortuna, non sono esattamente un fuscellino e incuto un certo timore (saranno le mani da contadino credo), anche se ingiustificato.

E allora che fare?

Non lo so, non ho una soluzione a tutti questi problemi, ma una, per i maltrattamenti a bambini e donne, mi è venuta e sono convinto potrebbe funzionare. Gli ho anche trovato un nome: Lo Sberletor.
Cos'è? Semplicissimo: una volta trovato il padre o la madre che menano i figli gli si piazza fuori casa un palestrato 2 metri per 120 chili che li mena tre volte al giorno, prima dei pasti per non rovinargli la digestione, e tutte le volte che si azzardano a menare i figli.
Sarà triviale come soluzione, ma sono convinto funzionerebbe.
Lo stesso farei per Assistenti aSociali e Giudici che smontano famiglie, ma in questo caso la soluzione potrebbe essere diversa: 5 anni di fonderia ad ogni famiglia smontata.

Scusami per il tono apparentemente scherzoso, ma continuo a non vedere soluzioni, mentre si continuano a menare bambini e donne e a smontare famiglie quando non si dovrebbe.

Buon fine settimana. Trespolo.

 
At July 18, 2005 12:02 am, Anonymous vertesprit said...

Quando il fanciul da piccolo scioccheggia
correggil colla scopa e con parole,
e passati i sett'anni, sì si vuole
adoperar la ferza e la correggia.
E se passati i quindici folleggia,
fà col baston, che altro non gli duole;
e tante gliene dà che, dove suole
disubidirti, perdonanza cheggia.
Antonio Pucci a mezzo del trecento

 
At July 18, 2005 12:29 pm, Blogger miss brodie said...

verdespirito, la miss aveva praticato alcuni riti da Cime tempestose per farti riapparire ma non pensava che ti saresti rivelato laudatore della correzione fisica infantile. Ma forse è solo la miss che non ha abbastanza senso dell'ironia !

ironia necessaria per lo Sberletor di Trespolo [benvenuto dalla miss, more tea anyone ?]. in realtà per molti il contrappasso non funzionerebbe, essendo essi costituzionalmente incapaci di capire. un piccolo buffetto sul sederino scappa e è scappato anche alla miss mentre cresceva Billa e Birka, ma qui si sta parlando di violenza vera e propria, in parecchi casi letale, non di un rimprovero
che deve essere, fermo, deciso, motivato e RAGIONEVOLE (come le punizioni inflitte da miss B alle sue classi recalcitranti alla cultura).
stendiamo un velo pietoso sui giornalisti(?) italiani e consideriamo il reportage di anonimo. viene dato per scontato che i bambini allevati all'interno di una coppia di omosessuali verranno influenzati nella loro identità sessuale per non dire orientamento per non dire comportamento sessuale. ma ciò non solo è tutto da dimostrare, è dimostrabilmente falso. come si sa, i bimbi omosessuali nascono in coppie di "normali" e normalizzati "eterozozzuali" e dunque non si vede come possa incidere l'omosessualità dei padri sulla sessualità dei figli, se non in positivo, nel fargli vedere la relatività di qualsiasi comportamento e sedicente norma normalizzata e normalizzante umana.

 
At July 18, 2005 12:35 pm, Blogger miss brodie said...

la miss deve rispondere all'interpellanza precisa di anonimo riguardo alla religione. miss brodie pensa tutto il male possibile della religione, della religiosità, dello spiritualismo, della spiritualità e di tutto ciò che predica un dualismo tra terreno e celeste, tra anima e corpo, tra materia e spirito. E' un brutto vizio e le persone sagge e ragionevoli lo correggono non appena possibile. detto questo - e purché non si tratti di religioni o riti violenti - la miss crede che non si possa né si debba vietare a dei genitori di allevare i propri fardelli in una fede piuttosto che in un'altra o in nessuna. sarà qualcosa contro cui reagire quando saranno cresciuti, una forma come un'altra di crescita e di (auto)educazione.

 
At July 18, 2005 2:15 pm, Anonymous v. said...

Già nel 1995 (dieci anni fa, santo cielo!) il fondamentale studio statunitense “Lesbian and Gay Parenting: A Resource for Psychologists” (lo si trova pubblicato sul sito dell’American Psychological Association - http://www.apa.org/pi/parent.html) mostrava come “there is no evidence to suggest that lesbians and gay men are unfit to be parents or that psychosocial development among children of gay men or lesbians is compromised in any respect relative to that among offspring of heterosexual parents. Not a single study has found children of gay or lesbian parents to be disadvantaged in any significant respect relative to children of heterosexual parents. Indeed, the evidence to date suggests that home environments provided by gay and lesbian parents are as likely as those provided by heterosexual parents to support and enable children's psychosocial growth”. Da allora gli studi si sono moltiplicati, e tutti arrivano alle stesse conclusioni. Nonostante ciò, nonostante cioè LA REALTA, nonostante LA VERITA’ SU CIO’ CHE E’, si può ancora sostenere, senza vergognarsi, che ai gay va impedito di essere genitori perché i bambini allevati da due individui dello stesso sesso subirebbero necessariamente irreparabili traumi psicolologici dal fatto di non essere allevati in famiglie con un padre e una madre… E’ sconfortante. Io penso però che se si è espressione della realtà, e se ciò che si dice è la verità su ciò che è, alla fine non se ne potrà che prendere atto.

 
At July 18, 2005 2:20 pm, Blogger miss brodie said...

v. grazie per il riferimento testuale. la miss da brava maestra ama questi documenti bibliografici e penserà alla sua divulgazione.
la miss non è sicura che v. e vertesprit siano la stessa sigla. in ogni caso se verdespirito dovesse leggere può trovare una risposta ai suoi commenti sul sadomaso (post di una settimana fa)allo stesso sito e è invitato a stimolare la miss a tornare sull'argomento.

 
At July 18, 2005 4:18 pm, Anonymous v. said...

“v.” e “vertesprit” sono due termini che non fanno riferimento alla stessa persona. “v” infatti designa, in maniera rigida e univoca, lo scrivente di questo commento, mentre “vertesprit” no. Questo almeno risulta a v. v. però non può escludere del tutto il fatto che “v.” non sia altro che uno dei nomi di un individuo (che a questo punto sarebbe allora un “dividuo”) che soffra del disturbo di personalità multipla, e che di volta in volta, a seconda della personalità che assume, viene designato da un nome diverso (tra questi nomi ci sarebbero, appunto, anche i nomi “v.” e “vertesprit”). Solo l’eventuale evento (magari alla presenza di MissBrodie, nel ruolo di testimone epistemico) di una presenza temporalmente coincidente degli individui designati dai termini “v.” e “vertesprit” in due regioni spaziali contigue potrebbe definitivamente fugare il dubbio missbrodiano sulla possibile univocità di riferimento dei termini “v.” e “vertesprit”… :-)
(anche se uno scettico radicale potrebbe dire che lo status della testimonianza cone fonte di conoscenza è controverso… [lo portano via])

 
At July 18, 2005 8:53 pm, Anonymous vertesprit said...

e io che ho firmato in passato v. uno dei miei interventi che mi rappresento?
comunque si ricordi Miss che la realtà di vitareale può essere deludente, quindi non agiti troppo le sue nubi.
e non sono convinto dell'inutilità di qualche dosato colpo materiale, che normalmente non provoca più danni di una bastonata morale, quando è il caso (quando è il caso?)

 
At July 19, 2005 10:27 am, Blogger miss brodie said...

miss B non è più tanto sicura che v. e vertesprit possano riferirsi alla stessa persona (dissociata o no) in vitareale(TM), ma è ormai certa che sono entrambi w, wittgensteiniani!

 

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