insegnaci ad amare la nostra pazzia

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Monday, August 21, 2006

miss brodie is back

Miss Brodie è stata via: non che si sia veramente riposata - ma forse qualcuno che ce l'ha a morte con gli orarij di lavoro degli insegnanti dirà che non ne aveva bisogno - ma le ha fatto bene stare lontano da casa e da un punto internet. Prima o poi racconterà anche che cosa ha visto, ma non si tratterà di un reportage turistico quanto di un resoconto degli aperçus che le se si sono spalancati durante il suo soggiorno.

Tornando invece alle cose di casa, oggi stesso la Miss ha avuto un'esperienza che non si aspettava. Mentre ascoltava l'unica radio che ascolta a parte la BBC, l'ineguagliabile Radio Radicale, si è imbattuta su un servizio dal Meeting di Rimini, la convention di Confusione e Disperazione, il cui tema era PACS e Famiglia, seguito poco dopo da una "chiacchierata" sulla pillola abortiva RU486, condotta con una partigianeria e una piaggeria verso il moderatore che dapprima ha stupito la Brodie, ma visto che si trattava di Carlo whatshisname, l'anima bella di CL lo stupore brodiano si è subito dissipato.

Il primo incontro atema ha visto Paola Binetti (Opus Dei) parlamentare della Margherita, Luca Volonté, parlamentare UDC, e una rappresentante della Consulta della Famiglia spagnola intervenire in difesa della famiglia, appunto. Moderatore era la presidente del Sindacato della Famiglia italiano, organizzazione di cui la Miss aveva solo vagamente sentito parlare ma che si è dotata di un titolo improprio, se si considera che un sindacato si costituisce di solito per salvaguardare gli interessi dei lavoratori dipendenti (la Confederazione degli Industriali non si chiama sindacato, e nemmeno i commercianti si tutelano con questo strumento, comunque sullo stupro della lingua italiana la Brodie si è già dilungata altrove).

Miss Brodie vuole limitarsi solo a qualche considerazione impressionistica che le ha provocato l'ascolto di opinioni che chiaramente non condivide ma che non per questo sono da banalizzare. O meglio, se si parte dall'intervento di Luca Volonté si può tranquillamente liquidarlo in poche righe: a parte l'assenza di padronanza della lingua, l'assenza di idee brillanti, ponderate e che si convengono a una persona della sua età e della sua posizione, l'assenza di una capacità di analisi della questione all'ordine del giorno, che cosa si può dire sulla cialtroneria dell'onorevole ? Certo una grande invettiva, la verve di chi deve avere anni di arringhe da capopolo alle spalle, una bella voce. Ma quanto a idee e a capacità di riflettere e far riflettere, niente, l'ombra del niente.

L'onorevole Binetti invece è una persona intelligente e colta, e che si era preparata prima di intervenire, non per parlare a vanvera come Volonté ma per portare avanti un punto di vista che si presenta come razionale e magari, a prima vista, ragionevole.

La prima impressione che si ha ascoltando le sue parole è che non sta tanto difendendo qualcosa come pretende ma attaccando qualcosa d'altro che le fa molta paura. Nel suo intervento dice che non prova angoscia di fronte all'omosessualità degli individui ma prova sì angoscia di fronte a una società che sembra accettarli come parte integrante del suo corpo sociale. I PACS sono inaccettabili per questa socia dell'Opus Dei perché pretenderebbero di essere quello che non sono, perché darebbero legittimità a qualcosa che non deve avere legittimità, né sociale né tantomeno politica e legislativa. Se due persone decidono di vivere insieme e di tutelare i proprij diritti come coppia senza avvalersi del matrimonio è perché non vogliono sottomettersi ai doveri che da esso scaturiscono, vogliono sottrarsi al giogo matrimoniale (questo è il significato etimologico del termine coniugio su cui Paola Binetti ha tanto insistito nel suo intervento).

Il matrimonio sembra avere per l'onorevole - lei stessa non è sposata e vive, si presume felicemente, da singola, forse in una comunità dell'Opus Dei, visto che è membro consacrato della prelatura personale pontificia - una capacità, non si sa se magica o apotropaica ma fa lo stesso, di allontanare lo spettro delle tensioni, delle divisioni, dei tradimenti, degli insuccessi fin troppo umani che sono divenuti sempre più frequenti nell'ultimo mezzo secolo circa nell'emisfero occidentale, a partire cioè da quando si sono rivelate le contraddizioni del sistema patriarcale su cui la famiglia per come la si conosce si è retta negli ultimi due millenni circa e che la tecnica e la tecnologia hanno minato alla base attraverso un diverso modo di organizzare il sistema di produzione. Certo la riflessione filosofica femminista è stata importante, ma non è stata ciò che ha fatto saltare il sistema precedente: la famiglia si è sfaldata grazie o - secondo i punti di vista - a causa della pillola e del riconoscimento, almeno formale - ma ricordatevi che le italiane hanno potuto votare per la prima volta solo nel 1946 e le svizzere nel 1973 - della parità di diritti alle donne.

Paola Binetti, e come lei tutti quelli che guardano al presente con gli occhi nella nuca, ha una grande nostalgia di una società in cui gli uomini e le donne stavano insieme per tutta la vita circondati dall'affetto perenne di figli nonni e nipoti, in cui il divorzio - dove esisteva - era un capriccio per i ricchi, in cui gli aborti non venivano commessi se non da delle povere diavole che poi comunque morivano e che cosa si aspettavano, in cui la famiglia era il nucleo della società e gli affetti erano saldi e sicuri e lo stato non si intrometteva nelle questioni di famiglia che erano regolate sorvegliate e risolte dal prete, fido custode sulla terra della volontà divina.

Chissà se Paola Binetti si ricorda che fino al 1981 chi stuprava una donna in Italia e si offriva di sposarla non era colpevole di reato, che i delitti di onore compreso l'omicidio erano passibili di pene risibili (e questo fino al 1975), che il capofamiglia era sempre il marito o comunque un uomo per quel che concerneva l'anagrafe.

Ma Miss Brodie non vuole essere polemica con Paola Binetti perché crede che sia una persona intelligente e che sia semplicemente disorientata di fronte a tutti questi cambiamenti che hanno stravolto quei valori solidi in cui crede e si riconosce. Certo, la società è diventata liquida, certo, le relazioni tra omosessuali sono segnate dalla labilità e dall'instabilità, ma è solo perché molte donne ancora oggi non hanno quell'indipendenza economica e autonomia di autocoscienza che sole permettono di districarsi dalle situazioni insopportabili. Se la società è mutata non è sicuramente colpa né degli omosessuali né di chi, omosessuale o no, Zapatero insegna, vorrebbe estendere i diritti di cittadinanza a tutti i cittadini indistintamente. O forse Paola Binetti non lo sa o non se ne è accorta, che la labilità dei sentimenti e l'instabilità delle relazioni è ormai pressoché diffusa e pervasiva anche tra gli eterosessuali ? E' perché non è andata a guardare le statistiche negli Stati Uniti, la società che fa tendenza in quest'era di globalizzazione e che vede le tendenze che si diffonderanno in seguito a livello planetario, nascere con qualche decennio di anticipo.

Detto questo, dopo aver ascoltato il discorso binettiano, Miss Brodie è convinta di una sola cosa: l'onorevole Grillini farebbe meglio a ritirare la proposta di legge N. 33 sul riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto e a chiedere il riconoscimento del matrimonio per due persone dello stesso sesso. Perché è questo che sottintende il discorso della Binetti senza mai apparire allo scoperto, mai: una grande paura, o forse disgusto, ribrezzo, risentimento chissà, per l'omosessualità in sé e per sé e soprattutto per gli omosessuali che vogliono vivere la loro relazione alla luce del sole con gli stessi diritti e doveri di qualsiasi altra coppia.

Onorevole Capezzone, visto che Lei è superattivo e si dà da fare in tanti campi, lasci perdere i PACS e diventi, finalmente, lo Zapatero italiano. Milioni di italiani e di italiane gliene renderanno merito.

3 Comments:

At August 22, 2006 3:36 pm, Anonymous Anonymous said...

Cara Miss, well-come back .
Grazie dei sui commenti e dei suoi pensieri lucidi e delle esortazioni ai politici che tentennano e che bivaccano sulla realtà omosessuale italiana che a mio avviso grazie a certi politici interessati è essa stessa per convenienza tutta proibizionistica, vittimista e autoghettizzante. Scriva però a Capezzone , e ci faccia sapere se Le risponde. Penso anche che la sua intelligenza potrebbe essere molto utile alla politica (ho capito che è attiva ma otterrebbe molto più successo se volesse lanciarsi e uscire allo scoperto, troverebbe molta riconoscenza in tutti coloro che la stimano e diventare lei stessa una zapatero milanese.
Cari saluti e, cazziatoni a parte, spero un giorno di conoscerla
steve

 
At August 30, 2006 12:03 pm, Blogger miss brodie said...

caro Steve, grazie per l'esortazione ma la politica e tutto ciò che comporta l'organizzazione della vita di altre persone, è qualcosa per cui bisogna essere tagliati. Tagliati in tutti i sensi del termine: non basta avere le idee chiare e il coraggio di difenderle, bisogna avere anche il machiavellico desiderio di imporle senza che gli altri se ne accorgano. E di questo la Miss, forse a malincuore, confessa di non essere capace.

 
At November 28, 2006 2:30 pm, Blogger Abicetta said...

Aggiungo che la tanto rimpianta famiglia tradizionale era fondata sul contratto e sulla convenienza più che sull'amore. In quel contesto poteva avere un senso l'indissolubilità dell'unione a tutti i costi, e altre caratteristiche che altrimenti sono più causa d'infelicità che garanzia di sopravvivenza.

 

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