insegnaci ad amare la nostra pazzia

Du, lass dich nicht verhaerten in dieser harten Zeit- Du, lass dich nicht verbittern in dieser bitteren Zeit (Wolf Bierman) Che pretesa essere amati da adulti se non ti hanno mai amato da bambino (A Busi) Hvad man ikke har haft som barn, faar man aldrig nok siden af (Tove Ditlevsen) To live without hope, to work without love (Virginia Woolf)

Saturday, August 05, 2006

Vivre me tue

Ci sono tanti mestieri difficili da apprendere, ad esempio quello di genitore, che per alcuni sembra di una limpida semplicità alla portata di tutti e che invece è forse il più duro di tutti, quello dove gli sbagli sono fatali per le conseguenze spesso irrimediabili che possono ripercuotersi sulle esistenze della prole.

Anche insegnare, per certi versi, è un mestiere che è solo apparentemente accessibile ai più, anzi Miss Brodie crede che insegnanti si nasce, solo bravi insegnanti si diventa. Quante persone si lamentano, allieve, genitori e altri, per i cattivi insegnanti, ma è come pretendere che tutti gli artisti siano dei Michelangelo o dei Caravaggio: ars longa, vita brevis.

Ma, deformazioni professionali a parte, il più difficile di tutti è sicuramente il mestiere di vivere. Alle soglie dei cosiddetti fatidici "anta" la Miss si trova a riflettere, e - le scuserete il mood confessionale - a considerare che nonostante tutti i suoi tentativi, disparati oltre che disperati, questo mestiere non lo ha proprio padroneggiato. Dove va una che non ha imparato a vivere, "what do you do, where do you go, who do you need to know ?" cantava il massimo lirico degli anni ottanta, e ancora oggi, a venti anni di distanza, la Miss non saprebbe dire.

Alcune delle menti che Miss Brodie maggiormente rispetta e a cui si ispira si sono ammazzate o hanno cercato liberamente la morte dopo aver speso una vita intera a esaminare meticolosamente e minuziosamente le loro e le altrui esistenze: Pavese, Caraco, Simone Weil, Gilles Deleuze, per citare solo qualche nome che le passa per la testa. Altri, altrettanto ammirati dalla Miss, pur evitando il suicidio hanno sofferto del loro vivere e quasi sicuramente hanno visto nella morte una liberazione - Cioran, Quentin Crisp, Dickinson.

Miss Brodie è ebrea, il comandamento fondamentale che le è stato martellato in testa fin da bambina a lei come a tutti gli altri ebrei è "uvakhartah ba chajim" "tu sceglierai la vita", anche se a volte si sente molto vicina a Violette Leduc ("je suis fatiguée de vivre et j'ai peur de mourir"), ma l'interrogativo permane, più inquietante e allarmante che mai: se una non ha imparato a vivere, che cosa fa ? Ci sono corsi per imparare a fare le cose più diverse del mondo, a volte anche le più improbabili, ma il manuale la vita: istruzioni per l'uso la Miss ancora non l'ha trovato.

A volte la Brodie non sa se essere invidiosa o indifferente verso chi, ai suoi occhi, è stato capace di trovare il bandolo della matassa per arrivare a una soluzione intelligente e giudiziosa degli arcani enigmi dell'esistenza umana. Non lo sa perché potrebbe dire, e forse ci azzeccherebbe, che è solo apparenza, che dietro quella spavalda fiducia di sé si nasconde un animo tanto incerto e insicuro quanto il suo. E forse un tempo ha anche creduto a questa pia menzogna, illusoria e autoconsolante delle sue tante e gravi mancanze. Oggi però che deve tracciare un bilancio più oggettivo e spassionato non le resta che concludere che lei ha fallito nel "Big Game of Life" laddove altri - magari anche meno sensibili, meno intelligenti, meno carismatici di lei - hanno saputo destreggiarsi alla grande e stanno con altrettanto grande sapienza governando le barche delle loro esistenze per condurle agli approdi sicuri che loro stessi si sono scelti.

8 Comments:

At August 09, 2006 7:22 am, Anonymous eFFeFFe said...

Questo post mi ha colpito molto. La tua capacità di "assimilare" gli insegnamenti dei "grandi" (adoro Caraco) è encomiabile. Saluti!

 
At August 10, 2006 6:45 pm, Anonymous Portsmouth said...

Struggente (e istruttiva) Poesia.

Portsmouth

 
At August 15, 2006 10:51 am, Anonymous Matthäi said...

Non preoccuparti, anch'io sono alle soglie degli "anta", tempo di bilanci, e anch'io sento di aver fallito (ed è vero che ho fallito).

Che si fa? Si va avanti comunque, se non altro, nel mio caso, per non sentirmi un vigliacco di fronte ad una situazione per me insostenibile.

 
At August 16, 2006 10:52 pm, Blogger Hero said...

"Tu sceglierai la vita": che bello...
Cosa vuol dire aver fallito? Richard Bach in Illusioni scriveva: vuoi sapere se la tua missione sulla terra è compiuta? se sei vivo non lo è.
Sì, non è Cioran...è più leggero...ma potresti dargli torto?
Cosa vuol dire "sceglierai la vita"? nel senso di vita opposta alla morte o nel senso che la tua vita dipende da te e dalle tue scelte?
Se hai insegnato questo anche ad un solo bambino non puoi pensare di avere fallito.

 
At August 18, 2006 10:43 pm, Anonymous Anonymous said...

Già mettersi in esame, buttarsi in mezzo alla fatalità dei propri giudizi (i più taglienti e sicuramente letali a noi stessi) dimostra spirito e volontà di vivere... probabilmente quello che voglio dire non arriverà, oppure verrò frainteso ma prendiamo questo caso: Mona Lisa è di certo uno dei quadri più discussi e al contempo ammirati... Leonardo non era mai e poi mai soddisfatto della sua opera e continuava a ritoccare e abbellire un ritratto che già era stupendo ma che ha continuato ad evolversi e a diventare quello che è... è credo ovvio che in alcuni casi, molto spesso direi, una persona non è affatto soddisfatto della propria vita ma cerca aggiustando qua e la quei lati che lo rendono così tanto infelice... ma non è mai facile, proprio mai. E' come una sequenza di luci, dove all'accensione di una lampadina corrisponde lo spegnimento di un'altra: in questo modo, non si avrà MAI tutta la serie completa... Ora, è molto probabile che se Leonardo non fosse morto, starebbe ancora aggiungendo qualche dettaglio al suo quadro, cercando di renderlo il "più perfetto" possibile. Ma per quello che ho detto prima ciò non sarebbe stato possibile. Lo stesso vale per la propria vita... una persona è soddisfatta, ma ciò non vuol dire che la sua vita sia giunta a compimento, sia conclusa e perfetta... il minuto dopo si accorgerà che manca qualcosa e cercherà di cambiare... la soddisfazione, così come la felicità, non esistono se non in millisecondi e, se cessa (e cessa), non è certo per volere nostro anche se di pazzi che vogliono autoferirsi distruggendo il proprio stato gaudente ve ne sono eccome...
mi scusi Miss Brodie per il commento confusionario, così incomprensibile; spero sia cmq di aiuto... Un bacio, E.

 
At August 20, 2006 9:10 pm, Anonymous Anonymous said...

non so.in questi giorni il raGaZZoInfeRnaLe è fermamente convinto che se potesse tornare indietro farebbe il cuoco.forse perchè ultimamente la cosa che gli viene più facile fare è la èasta con i totani.ma più probabilmente perchè il cuoco non l'ha mai fatto.

questo per dire che per quanto sia importante fermarsi un attimo a guardare indietro spesso non si è nella posizione migliore per giudicare.

nemmeno io sono nella posizione giusta.ma per quanto poco l'ho conosciuta credo di poter dire che non è giusto che Miss Brodie si faccia tutti questi problemi.

in ogni caso.buona fortuna.

 
At August 21, 2006 9:03 pm, Blogger miss brodie said...

care lettrici, siete state carinissime. la miss tornerà sui vostri commenti per rispondere con cognizione di causa su tanti punti di riflessione che le avete offerto.

 
At August 29, 2006 12:13 pm, Anonymous miss.P said...

2invidio tutte le persone per non essere me. come tutte le cose impossibili, questa mi è sempre parsa la maggiore di tutte, è quella che maggiormente si è costituita in mia ansia quotidiana, in mia disperazione di tutte le ansie tristi2
f. pessoa
il numero 2 sta al posto delle virgolette che il mio pc dotato di vita propria ha deciso di non battere più.

con tutto l'affetto e l'immensa stima che sai ho, ho sempre avuto e sempre avrò per te.

 

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