insegnaci ad amare la nostra pazzia

Du, lass dich nicht verhaerten in dieser harten Zeit- Du, lass dich nicht verbittern in dieser bitteren Zeit (Wolf Bierman) Che pretesa essere amati da adulti se non ti hanno mai amato da bambino (A Busi) Hvad man ikke har haft som barn, faar man aldrig nok siden af (Tove Ditlevsen) To live without hope, to work without love (Virginia Woolf)

Tuesday, June 27, 2006

De vita beata

Ognuno cerca la felicità, o almeno dice di cercarla. Che cosa sia la felicità non è però ben chiaro a molti. Per i cinici essa consisteva nell'autonomia e nell'autarchia, cioè nel bastare a se stessi. Per gli stoici la felicità era raggiungibile tramite l'imperturbabilità, la capacità di non farsi soggiogare dalle passioni. Per i filosofi in generale la felicità si può conseguire tramite la saggezza, ma già i tragici li mettevano in guardia che molto mathos è molto pathos, in quanto chi è consapevole soffre di più di chi è ignorante. Per Montaigne imparare e imparare a soffrire sono di per sé due gradini verso quella conoscenza di sé che è essenziale per qualsivoglia forma di felicità. E' vero anche che lui poteva permetterselo, visto che aveva avuto tutto dalla vita, aveva ricoperto cariche importanti e ne aveva ricevuto onori e benefici. Dopo una vita altamente activa poteva godersi il lusso dell'attività contemplativa.

Nella società moderna, che è tuttora figlia del Romanticismo, il bene supremo e imprescindibile di un'esistenza felice è l'amore. Il benessere materiale conta certamente, ma, forse a causa dell'ideologia cristiana comunque pervasiva nell'Occidente, i più dicono che i soldi non fanno la felicità e comunque che l'amore non si compra. Non spetta a Miss Brodie sfatare questo mito o illustrarne la genealogia. La Miss vuole invece ritornare sull'amore e sull'autonomia/autarchia così cara ai cinici.

L'amore sembrerebbe un bisogno, un desiderio di colmare un vuoto incolmabile dal Sé e che ha bisogno di essere "riempito" dall'Altro da Sé. Anche la Miss ha creduto a questo "meme", fatalmente, perché in seguito sia la sua esperienza personale sia la sua osservazione le hanno fatto capire che in amore le cose funzionano solo quando si è autonomi e non bisognosi dell'Altro. Chi sa bastare a se stesso sa badare a se stesso e attira attenzione e cure più di quanto non faccia un favo con un nugolo di mosche. Chi non ha bisogno degli altri avrà sempre altri ai suoi piedi o ai suoi ordini. Che poi abbia un vuoto da colmare resta da vedere, di sicuro un lui o una lei autonome e autarchiche hanno imparato a convivere con esso, sempre che ci sia, e non cercano nell'altro/a colui o colei che colmerà tale putativo vuoto, quanto qualcuno che li esalti e li apprezzi e mostri di avere un disperato e inesauribile bisogno di servire e adorare. Nel migliore dei casi la relazione amorosa si stabilizzerà in una dialettica di Servo/Padrone, dove i ruoli non sono necessariamente fissi ma proteicamente intercambiabili e mutabili anche da un'ora all'altra e sicuramente da una situazione all'altra. Nel peggiore dei casi si attua invece una forma di reciproca cannibalizzazione, come ha scritto meravigliosamente Aldo Busi in Per un'apocalisse più svelta. Si cerca di portare via all'altro tutto quello che si può senza farci la figura del morto di fame: in questo caso l'amore si rivela sotto forma di fagocitazione.

Queste considerazioni potranno far sembrare la Miss una cinica antiromantica e spregiudicata: vi sbagliate, è ciò che la Brodie vorrebbe essere e non è. Vorrebbe bastare a se stessa, vorrebbe non credere all'amore quale forza universale che definisce il vivere umano, vorrebbe sfatare un mito dopo l'altro e rivelare la nuda e cruda realtà che li ricopre. E invece ha bisogno che qualcuno abbia bisogno di lei e pensa che quando c'è, l'amore renda irresistibili e forti, e che se siamo al mondo è per fare qualcosa di bello e di buono per gli altri. Che povera illusa !

6 Comments:

At June 27, 2006 10:40 pm, Anonymous formamentis said...

Anch'io penso che ho bisogno di qualcuno che abbia bisogno di me, avrei scritto le stesse identiche cose.

"Non significa dunque niente per voi essere la festa di qualcuno?" R. Barthes.

ps. Sui libri che mi hanno segnato son pieni gli archivi del mio blog, è comunque il 'Maestro e Mergherita' su tutti, mentre a farmi più compagnia, come autore in sé, è senz'altro Savinio.

 
At June 28, 2006 8:56 am, Anonymous Portsmouth said...

Ottima riflessione; ma mi chiedo quanto la Miss sia atarassica, data la sua saggezza.

Portsmouth

 
At July 01, 2006 11:51 am, Blogger miss brodie said...

@formamentis: anche la Brodie è stata segnata dal Maestro e Margherita, se poi Lei è un seguace - perla rara - del grande Savinio, significa che prima o poi è d'uopo incontrarsi in vitareale(TM).

@portsmouth: per quanto atarassica la Brodie possa essere, non lo si è mai abbastanza. [e comunque bravo!]

 
At July 01, 2006 6:36 pm, Anonymous Portsmouth said...

Gratias ago.

Portsmouth

 
At July 01, 2006 9:25 pm, Anonymous formamentis said...

Ha visto Miss che anche per le mosche bianche c'è speranza?
Vitareale(TM)??

 
At July 02, 2006 5:32 pm, Anonymous dummeJunge said...

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