insegnaci ad amare la nostra pazzia

Du, lass dich nicht verhaerten in dieser harten Zeit- Du, lass dich nicht verbittern in dieser bitteren Zeit (Wolf Bierman) Che pretesa essere amati da adulti se non ti hanno mai amato da bambino (A Busi) Hvad man ikke har haft som barn, faar man aldrig nok siden af (Tove Ditlevsen) To live without hope, to work without love (Virginia Woolf)

Monday, October 03, 2005

Calle del Desengano

[la tilde sulla seconda enne di "desengano" dovete mettercela voi, la miss non la trova]

Armando Torno ha scritto qualche giorno fa sul Corriere della Sera (sezione locale) del degrado in cui ormai da mesi versano la centralissima piazza del Duomo, il sagrato e i portici meridionali, quelli di fronte alla più spettacolare e nota Galleria Vittorio Emauele.

Che questo degrado abbia raggiunto il cuore stesso della città è motivo di scandalo ma non di sorpresa per chi come Miss Brodie attraversa a piedi o in bicicletta in lungo e in largo la città in cui ha la ventura di abitare e che è stata un tempo vera capitale morale di questo sconclusionato paese. La desolazione della città abbandonata a se stessa ("left to its own devices") è il segno dell'incuria che sovrasta ormai ogni tentativo o buona intenzione (a parole) della giunta che non amministra la città e la lascia correre verso un'inesorabile deriva.

Certo, in buona parte è una questione di cultura, l'arrivo di immigrati delle più varie nazionalità con i loro riti e i loro bisogni di aggregazione ha portato più celermente alla saturazione degli spazij. I buoni di sinistra sono pronti a additare i cattivi di destra che non offrono strutture e luoghi alternativi dove i "poveri" immigrati potrebbero ritrovarsi. I destrorsi che hanno abdicato all'uso della testa sono pronti a trovare la spiegazione in risibili differenze di natura etnografica se non antropologica.

Ma è innegabile che scene come quella degli ecuadoriani in piazza Duomo, dei filippini nei mezzanini della metropolitana, dei rumeni sul lato est della stazione centrale e di tutte le altre figure di varia umanità umiliata e offesa, vinta e affranta, non si trovano in nessuna altra città di livello comparabile, perché né a Londra né a Parigi o a Vienna o a Berlino verrebbe tollerato un livello tale di degrado sporcizia caos e anarchia come quello cui si devono abituare gli occhi di chi vive in questa città sempre più abbrutita e calpestata nella sua identità civica.

E proprio questa sembra essere una spiegazione plausibile circa le cause del degrado stesso: gli amministratori in città non ci vivono più e nemmeno le fasce più alte dei ceti maggiormente produttivi, di conseguenza le risorse fornite dagli introiti fiscali si assottigliano sempre più e con esse anche la ragione per essere efficienti e virtuosi. Di sicuro in nessuna città di livello simile gli spazi, di oltre 5500 kmq con vetrine, sulla piazza più prestigiosa sarebbero rimasti sfitti per oltre cinque mesi, senza acquirenti che fanno a gomitate per accaparrarseli. E' questo che non va.

Come non va la cultura diffusa del rifiuto di rispettare le leggi, con la gente che bivacca con fornelletti e spiedi addirittura, che si rifiuta di spostare la macchina in sosta vietata. E d'altra parte perché mai dovrebbe farsi delle preoccupazioni ? A Londra praticamente nessuno osa parcheggiare in sosta vietata perché ha la certezza che nel giro di cinque minuti cinque (la miss non sta esagerando, non è iperbole ma realtà) un vigile passerà a multarla o a fermarla tramite ceppi e/o incollaggio di un grande foglio bianco sul parabrezza per togliere la visuale, con la certezza che la multa è di £70 sterline (100 euri) su due piedi (on the spot) o di £200 se pagata successivamente per posta più i costi di spostamento e di sosta nei parcheggi della polizia (£140 al giorno !!!) e senza la possibilità di ricorso per vie amministrative. Chiunque a Milano ha invece la certezza o quasi che dopo le 20 nessun vigile (tranne qualche serata particolare) si farà vedere a fare il proprio dovere. Perché tutti sanno - e sono ben contenti che sia così - che le multe non vengono elevate ogni volta che si è commessa un'infrazione ma solo quando c'è una certa volontà politica in giro per il municipio e soprattutto per le sale del consiglio municipale (consiglieri di destra di sinistra di centro e di tutti i punti cardinali).

Dunque, gli stranieri che si accampano nella piazza della cattedrale e negli altri luoghi deturpati e turpi di questa metropoli ormai ridotta a ghetto per i ceti meno abbienti non fanno altro che introjettare lo stile nazionale: fai chellochevvoi che tanto se ti beccano puoi sempre metterti a discutere/ ricorrere al TAR / confidare nei pavidi nongaranti della legge.

1 Comments:

At October 03, 2005 9:16 pm, Anonymous Yoshi said...

si toccherà il fondo si scaverà e poi si risalirà e nascerà una nuova bella sfolgorante milano da bere da mangiare e da annusare
forse, non lo so.

 

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