insegnaci ad amare la nostra pazzia

Du, lass dich nicht verhaerten in dieser harten Zeit- Du, lass dich nicht verbittern in dieser bitteren Zeit (Wolf Bierman) Che pretesa essere amati da adulti se non ti hanno mai amato da bambino (A Busi) Hvad man ikke har haft som barn, faar man aldrig nok siden af (Tove Ditlevsen) To live without hope, to work without love (Virginia Woolf)

Friday, May 26, 2006

insegnare che passione !

In una classe di quinta ginnasio la Brodie oggi rifletteva sullo scollamento tra lei e le sue allieve: esiste un divario forse incolmabile tra i figli della società dell'immagine e i figli della società della parola. Va da sé che la Miss non intendeva esaltare una a spese dell'altra, cercava solo di far riflettere sulle loro difficoltà di concentrazione quando devono leggere e analizzare un testo.

Smontare un testo scritto non è facile, nel senso che è meno immediato della decodificazione di un'immagine. Sicuramente nemmeno questa seconda operazione è semplice e lineare, ma la zoocietà in cui si trovano a vivere le allieve brodiane ha sviluppato un sistema per fare in modo che le immagini in circolazione siano di facile e univoca interpretazione. Le immagini veicolano un messaggio che - se consentite la banalizzazione - si riduce in poche parole a questo: non pensare, compra.

Leggere un testo significa invece andare oltre le parole per cercare di scoprire l'idea recondita che celano. A volte si tratta di messaggi di facile interpretazione, altre volte sono molto più complessi. Sempre è necessario uno sforzo supplementare, una partecipazione del lettore per far parlare il testo. A volte questa attività serve a capire che il testo in oggetto sta veicolando delle falsità o delle contraddizioni o più spesso aria fritta, o che si tratta di un tentativo di spacciare opinioni per idee, propaganda per convizioni, assenza di sostanza per contenuti.

Anche un'immagine richiede di essere guardata per essere decodificata, e per questo i poteri che contano hanno elaborato un sistema dove guardare sia sempre meno necessario, dove basti invece vedere senza osservare niente, dove il messaggio recondito del testo visivo serva a far cortocircuitare le aree critiche del cervello per ottenere consenso. Ne ha già scritto Chomsky, certo, e anche Popper, e altri più in gamba e più capaci della Miss.

Per questo e per altri motivi ancora la Miss insiste a magnificare l'importanza della parola scritta, perché solo leggendo e misurandoti con il testo puoi sperare di far funzionare il cervello in modo che le parole che dici siano il frutto del tuo pensiero e non il ventriloquio che ormai si spaccia per idee in questa zoocietà di talk-show ("fai vedere che parli, tanto non dici niente") e di inter-viste ("io vedo te, tu vedi me, e il testo è pronto; che bello fare la giornalista"). E invece proprio per questo stesso motivo oggi in classe pensava di essere una cieca che parlava ai sordi.

1 Comments:

At May 27, 2006 3:02 pm, Anonymous Adm. Nelson said...

Wow, che colpaccio! Essere citato direttamente dalla Miss (la quale ha perfettamente ragione).

Adm. Nelson

 

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