insegnaci ad amare la nostra pazzia

Du, lass dich nicht verhaerten in dieser harten Zeit- Du, lass dich nicht verbittern in dieser bitteren Zeit (Wolf Bierman) Che pretesa essere amati da adulti se non ti hanno mai amato da bambino (A Busi) Hvad man ikke har haft som barn, faar man aldrig nok siden af (Tove Ditlevsen) To live without hope, to work without love (Virginia Woolf)

Thursday, June 01, 2006

ultimi giorni di scuola

Oggi Miss Brodie è arrivata a far imbestialire la collega di latino e greco (chi l'avrebbe mai detto ? ma quando ci sono troppe galline che vogliono fare i galli nello stesso pollajo... il riferimento è a se stessa, va da sé) perché si è dimenticata di avvertirla che avrebbe fatto uscire alcune allieve per "interrogarle" fuori dall'orario di lezione visto che domani è festa nazionale. Certo, con la sua dimenticanza la miss è stata sgarbata, ma era la prima volta che succedeva e comunque se dovesse contare tutte le volte che le colleghe le hanno chiesto lo stesso favore o le chiedono ore per poter fare le loro verifiche o non escono al suonare della campanella, la Miss ne avrebbe di crediti da far valere !

Qui però vorrebbe spendere due parole sull'inutile rito della cosiddetta interrogazione. Già nel 1967 in quel monumento pedagogico-letterario che è Lettera a una professoressa di don Lorenzo Milani e la Scuola di Barbiana si metteva in luce il carattere despotico e poco costruttivo di questa attività così tipicamente scolastica e così italiana (nessuna interrogazione né in Inghilterra né in Francia). Le allieve studiano a memoria per vomitare addosso quante più informazioni possibili apprese a menadito dal manuale e dagli appunti spesso raffazzonati e incompresi di precedenti lezioni. Basta un niente per far saltare la cantilena incantatoria di nozioni mnemonicamente ingurgitate senza troppa convinzione: un vuoto di memoria, una richiesta di precisazione, una domanda non formale concernente il senso delle parole usate dalla studenta, un quesito che indaga la profondità o la validità dell'affermazione audacemente proposta. Nel giro di qualche secondo, l'mpalcatura traballante di nozioni apprese in tempi compressi si sfalda sotto l'occhio di un pubblico quasi sempre indifferente per non dire menefreghista, sempre e comunque in altre più allegre faccende affaccendato. La stima di sé dell'allieva, già bassa, raggiunge profondità telluriche e spesso scappa la lagrimuccia o addirittura si rompono gli argini in un pianto che è sfogo, rabbia, senso di impotenza e di ingiustizia e molto altro ancora.

Non è poi che l'interrogazione in sé serva come preparazione all'arte oratoria e alla capacità di autodominio necessarie per parlare in pubblico: il linguaggio usato è spesso non solo impreciso e trasandato, ma serve a coprire la mancanza di riflessione e la pochezza di idee, il vuoto intellettuale nascosto dalla farragine di nozioni rimandate a memoria e risputate a comando: basterebbe fare un'interrogazione sugli stessi argomenti il giorno dopo e ci sarebbe il vuoto totale, un buco nero di conoscenze.

Miss Brodie non crede né ha mai creduto in questo esercizio di origine medievale rinforzato poi dai controriformistici gesuiti e dalla loro Ratio Studiorum. E' convinta che gli interrogatorij si facciano nei commissariati di polizia o nelle aule giudiziarie. Aveva anche tentato di farne a meno il primo anno in cui insegnava ma venne severamente redarguita dalla preside che le tratteggiò per meglio istruirla anche un sommario delle sanzioni - amministrative e penali - cui sarebbe andata incontro se non avesse svolto il suo dovere di insegnante giudicante.
Ha dovuto sottomettersi alla ragione deontologica professionale. Ha cercato di trasformare l'evento in un momento didattico che servisse alle studente, ma non c'è riuscita. Troppo forte l'atavica abitudine a fare come hanno sempre fatto, ad agitarsi se sono loro sotto torchio e a fregarsene bellamente se c'è qualcun altro. E' chiaro però che così non si può andare avanti e che non si intravvede nessuna utilità pedagogica nel continuare in questa attività. Urge Riforma. Chi sarà il Martin Lutero dell'educazione italiana ?

9 Comments:

At June 02, 2006 9:25 am, Anonymous Adm. Nelson said...

Lei, Miss sarà il novello Martin.
E io sarò in prima acie a tifarla.

Adm. Nelson

P.S.: Posso darle del tu, Miss?

 
At June 02, 2006 11:21 am, Blogger restodelmondo said...

Ma per una riforma di successo è condizione necessaria che i riformandi siano già moralmente in un mondo riformato. Qui si è sempre e solo schiavi dei vezzi del passato...

(Un ricordo: i miei compagni di liceo che non vogliono pronunciare l'inglese, o il tedesco, decentemente: perché sarebbe da esibizionisti, non allontanarsi dalla mediocrità della folla è la sopravvivenza, non vergognarsi di imparare è pericoloso...)

A margine: anche Giuseppe Peano diceva che gli esami sono una seccatura per il docente e una tortura per lo studente. (Non ricordo la citazione esatta - ma il senso era quello.)

 
At June 02, 2006 1:42 pm, Anonymous poltrona said...

dopo che lei l'ha difesa per aver rubato ore a tutti i docenti dell'istituto,esterina ha avuto il coraggio di lamentarsi?? quella donna è incredibile!!!che ridere...

 
At June 02, 2006 5:18 pm, Anonymous Adm. Nelson said...

Non è esterina, cara poltrona, ma anna dai capelli rossi ad avere sgridato la Miss.

Adm. Nelson

 
At June 04, 2006 4:36 pm, Anonymous Anonymous said...

Buongiorno professore!sono Eleonora…una delle sue allieve..
Leggo spesso i suoi interventi sul blog e li trovo davvero molto interessanti…fra l’altro mi divertono i molteplici riferimenti alla nostra classe e al nostro istituto in generale.
Non le ho mai lasciato un commento ma oggi lo faccio perché tra le interrogate di cui lei parlava all’ inizio del suo intervento c’ ero anch io, spettatrice della reazione della professoressa di greco e latino! La sua è stata una dimenticanza la colpa è stata nostra, delle alunne intendo, perché non ci siamo organizzate prima per farci interrogare. Ci scusi, ma l’ età e l’ avvicinarsi della tanto amata estate (quest’ anno un po’ meno se considero i possibili debiti!) ci rendono spensierate…scusi ancora..
Buona giornata, a mercoledì..
Ps sarebbe davvero bello se tutti gli insegnanti avessero la sua concezione di interrogazione!

 
At June 05, 2006 9:45 am, Anonymous s. said...

ehm, ehm - qui così non si capisce più dove finisce il mondo virtuale e inizia la Vita Reale(RM)... questa commistione mi disorienta...

io delle interrogazioni ho dei ricordi atroci - dai professori che sorteggiavano gli interrogandi facendo strani giochi con le pagine del registro, sommando e sottraendo i numeri su cui si fermava il dito o chiedendo la data di nascita del primo studente a tiro - e chi ci capiva una Mazza?! - a quelli che le programmavano con largo anticipo e poi mentre interrogavano non si toglievano gli occhiali da sole e si leggevano il giornale come dei Colonetti! ;)

 
At June 06, 2006 11:13 am, Blogger miss brodie said...

@ammiragliessa: ma come si permette ? La Miss dà del Lei alle sue studente e il minimo è che esse ricambino. O quante bacchettate invece dovrebbe darLe !!!
@eleonora: ma la Miss è una professoressa, lo sanno anche le bidelle !
@tutte/i: la Miss vi rimanda a settembre in blog etiquette! Attenzione ai riferimenti a persone viventi non pubblici personaggi, non scrivete nomi che possano identificarli/le.

 
At June 06, 2006 4:55 pm, Anonymous jugevert said...

il debito, il debito! quanto si recupera il debito in B.E.?
per completare l'opera la miss dovrebbe esprimerci il suo pensiero sul C/C (!) scolastico.
l'unica cosa che ricordo con piacere (nel senso utile) del corso di formazione per immessi in ruolo è stato un esempio di interrogazione "neutra". è troppo facile farsi guidare dalle aspettative e condurre il risultato in positivo o negativo. però una lingua straniera senza orale non è concepibile e non sto parlando di letteratura, ignoro gli obiettivi di un liceo e i bilanci Scritto/Orale delle singole discipline. è proprio sicura miss che nella scuola dell'autonomia non possa decidere di valutare solo i risultati di un laboratorio linguistico? c'è spazio per muoversi, basta saper usare i dipartimenti come leve per cambiare; certo non può liberarsi dall'investitura come supremo giudice, ma qualche viottolo esiste... se trova cogiudicanti colleghe che la sostengono (quasi impossibile). scusate per la noia tecnica.

 
At June 09, 2006 3:47 pm, Anonymous poltrona said...

pensavo fosse esterina, sarebbe un atteggiamento degno di lei..non me lo sarei aspettato da anna dai capelli rossi.....quelle di greco e latino sono tutte sfasate...

 

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