insegnaci ad amare la nostra pazzia

Du, lass dich nicht verhaerten in dieser harten Zeit- Du, lass dich nicht verbittern in dieser bitteren Zeit (Wolf Bierman) Che pretesa essere amati da adulti se non ti hanno mai amato da bambino (A Busi) Hvad man ikke har haft som barn, faar man aldrig nok siden af (Tove Ditlevsen) To live without hope, to work without love (Virginia Woolf)

Saturday, June 24, 2006

Esibizionismi in uno specchio convesso

Dopo essersi immersa nella scena sociale e aver pensato di aver superato la sua antisocialità (come ha potuto essere così ingenua, o così cieca e sorda ?) la Miss è ritornata alla sua sfera anti "ggente". Al Festival di Cinema Gayo e al Gay Pride era quasi contenta mentre teneva a bada i suoi sentimenti antisociali, ma ancora una volta essi hanno ripreso il sopravvento. Oggi era prevista una gita ai luoghi busiani con lui e con lui ma alla fine la Brodie non se l'è sentita. Ha iniziato anche a capire perché da sei mesi non va più in palestra, lei che prima era accanita e stava fisicamente male se saltava la sua sessione quasi quotidiana: semplicemente non sopporta più di vedere gente.

Capire le ragioni di un tale atteggiamento non è facile e Miss Brodie passa il tempo a interrogarsi, invece di andare alle serate, uscire in discoteca e passare da un aperitivo all'altro, cosa che sarebbe forse più proficua. Se dovesse trovare una sola parola che riassuma il suo pensiero sarebbe "inautenticità", e Miss Brodie ha bisogno di autenticità. Per capire che cosa intenda con questo termine vi rimanda tutti/e a una prossima puntata, suffice to say che Simone Weil dice delle cose molto belle e molto vere su questo concetto ne "La Pesanteur et la Grace", come pure Pirandello in tutte le sue opere.

E ancora una volta la Miss si salva dalla depressione e dall'umor nero grazie alla letteratura. Le procura sollievo sapere di non essere la sola misantropa, pur non avendone il genio si trova in compagnia di artisti quali Glenn Gould e Andy Warhol che preferivano mantenere relazioni sociali via telefono. In parte è il caso anche di Quentin Crisp, che, nella sua autobiografia The Naked Civil Servant traccia un ritratto di una persona estremamente sola nonostante una vita sociale da far girare la testa. Il suo principio era di accettare qualsiasi invito da parte di qualsiasi persona (purché gli pagassero il viaggio e gli garantissero il cibo) per poi, una volta sul posto, essere totalmente distaccato e quasi assente, osservatore non partecipe di eventi che non lo riguardavano. Per questo suo atteggiamento era anche molto criticato, e pur "conoscendo" centinaja e centinaja di persone a Londra e a New York morì solo e da solo in una stanza di pensione in un sobborgo di Manchester. Aveva definito il suo atteggiamento verso gli altri e la vita una forma di auto-difesa, l'unico modo per sopravvivere al disprezzo sociale e alla solitudine.
Quentin Crisp, e in particolare la sua opera, è la persona che più ha influenzato Miss Brodie intellettualmente e emotivamente, è a lui più che a qualsiasi altro che la Miss si rifà per trovare ispirazione e la forza di andare avanti quando tutto le sembra bujo e irrimediabile. Il libro più prezioso che la Miss custodisce nella sua biblioteca è appunto una prima edizione, oggi praticamente introvabile, di The Naked Civil Servant, con ancora la sua dustjacket originale e senza sottolineature. Miss Brodie la tiene coperta e avvolta in due custodie in tessuto.

Partendo da Crisp e dai suoi insegnamenti la Brodie è passata in questi giorni a Spinoza e alla sua Ethica more geometrico demonstrata. Purtroppo l'edizione, economica, che la Miss ha acquistato per poterla sottolineare e annotare col cuore in pace non è provvista di testo originale a fronte da poter confrontare con la traduzione. La Miss ne aveva spesso sentito parlare senza mai curarsi di leggerla. Ora è sorpresa dalla sua grande modernità e dalla sua facilità di lettura. Sentite che cosa dice Baruch alla Proposizione XXXIII: Quando amiamo una cosa simile a noi, ci sforziamo, per quanto possiamo, di far sì che anch'essa ci ami. E ancora, alla Proposizione XV: Qualunque cosa può essere, per accidente, causa di Letizia, di Tristezza, di Desiderio.

Sapere che qualcuno è esistito per scrivere simili pensieri è già, di per sé, causa di letizia, che è quanto scriveva Nietzsche di Montaigne, anche loro compagni fissi della solitudine brodiana. Infine, in questa carrellata di persone a cui affidarsi nei momenti buj, la Miss non può non menzionare Seneca e il De Vita Beata che sta leggendo in questi giorni. Vivere omnes beate volunt, sed ad pervidendum quid sit quod beatam vitam efficiat caligant: "tutti vogliono vivere felicemente, ma quando si tratta di vedere con chiarezza che cosa sia che rende felice la vita, non ci arrivano". E con questo sublime quesito la Miss vi lascia per andare a rinchiudersi ancora una volta in compagnia dei grandi che hanno reso grande l'umanità.

8 Comments:

At June 24, 2006 4:16 pm, Anonymous vertsorcier said...

ci spiace miss, ma la piega agli angoli della bocca era chiara, anche se ci illudevamo di aver colto un crampo ormai passeggero. ci viene in mente una sola cura.

 
At June 25, 2006 3:32 pm, Anonymous formamentis said...

Guarda, grosso modo sono preciso indentico, Seneca mi è stato molto vicino

 
At June 25, 2006 7:29 pm, Anonymous uno said...

ma mi scusi la Miss legge 5 libri alla volta in lingua originale senza confondersi mai?

 
At June 26, 2006 10:59 am, Anonymous sssilia said...

amo leggere. i libri riescono a farmi piangere, le persone non più.

 
At June 26, 2006 12:04 pm, Anonymous Hirsche said...

...le avevo lasciato stupidamente un commento in un vecchio intervento.. volevo solo farle sapere che da poco una ex studentessa di un prefabbricato giallo nella bergamasca ha scoperto dell'esistenza del suo blog... e sono contenta di poter avere ancora la possibilità di leggere tutti quei discorsi che,anche se non sempre condivisi, hanno il potere di affascinarmi. ho visto che non vuole che si facciano nomi.. ma se legge attentamente il commento, e sempre se non ho sbagliato a scrivere, le ho lasciato un piccolo indizio.. l'altro è che assomigliavo tanto a una sua cara amica..

 
At June 27, 2006 8:22 am, Blogger Antonio said...

Un giorno parlerò di come e quanto io possa detestare il telefono.
Per ora, consentimi di citare Zio Ciuffo a memoria.

"I can't stand the phone"
Why? Lack of intimacy?
"Lack of interest. There's usually another person on the other end."

 
At June 27, 2006 1:59 pm, Blogger miss brodie said...

@vertsorcier: touché per la diagnosi ! la cura esiste ma non è a libera disposizione. Come fare ?

@anonimo: la Miss non si confonde con le lingue, al massimo si confonde con le idee che legge e gli spunti che gliene vengono; legge più libri in contemporanea perché se dovesse leggerli uno alla volta sarebbe molto ma molto indietro;
@sssilia e formamentis: perché non scrivete anche voi dei libri che vi hanno segnato ?
@hirsche: cara S. certo che la Miss ti ha riconosciuta ! per i commenti a post datati la Miss dovrebbe dotarsi di un sistema che le fa apparire ogni modifica; se però ricordi bene non era molto portata per le tecnologie e non lo è tuttora ! poi però le spiegherai come fate tutte voi studente a trovarla sulla rete !
@antonio: il telefono può essere meraviglioso o dopo gli ultimi trascorsi del ciuffo sarai anche tu dell'idea che non è più molto attendibile...

 
At June 27, 2006 6:33 pm, Blogger Antonio said...

No, Miss, su quello non riuscirai mai a convincermi.
Lo so che rischio la radiazione da ogni associazionismo ricchione con queste mie affermazioni, ma il mio telefono è perennemente senza suoneria (my phone's on vibrate for you..ok, la smetto) e le mie telefonate non durano mai un tempo superiore ai 30 secondi. In compenso, spendo un patrimonio in sms.

 

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