insegnaci ad amare la nostra pazzia

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Friday, July 29, 2005

vivere con le radici. o senza.

Continua il dibattito - insulso e insulsamente condotto oltre che prolungato da insulsi personaggi da arrivismo della ribalta - sull'omissione delle radici cristiane dalla "costituzione" europea.

Pur non volendo essere perfidi nel notare che - strana coincidenza - tale rivendicazione proviene sempre da bocche di cristiani, sarebbe il caso di chiedersi perché le radici cristiane dell'Europa debbano godere di così grande risalto. Dopo tutto l'Europa ha radici ebraiche altrettanto antiche, per non dire delle sue radici celtiche (e quindi druidiche e sciamaniche). E come poi essere così ottusi da voler rinnegare le radici greche della cultura europea: il modo stesso di pensare degli europei nasce con e nella lingua greca, e non altrove. E le radici romane/latine, dove sono finite ? I concetti stessi di diritto e giurisprudenza - come pure il lessico - l'Europa li deve a loro, per non parlare dell'architettura e della retorica.

Se si guarda alla storia invece che ai trasporti mistici di chi ha la faccia come il culo per farsi vedere in chiesa nell'esercizio di una funzione pubblica (ché a miss Brodie non interessa in quali lupanari o templi gli onorevoli rappresentanti della Repubblica decidono di trascorrere il loro tempo libero) quando dovrebbe ricordarsi che la funzione pubblica è repubblicana e come tale deve rigorosamente escludere ricorrenze o luoghi confessionali di qualsiasi genere, si ricorderà che la chiesa cristiana non è altro che una setta di poveri visionari ebrei di duemila anni fa con velleità messianistiche come ce ne sono stati in seguito molti. Grazie alle grandi doti comunicative di un altro ebreo fortemente ellenizzato (dalle ricerche filologiche si appura che non sapeva neanche parlare l'ebraico e aveva appena qualche dimestichezza con l'aramaico, lingua di Jehoshua di Nazareth) e al suo impeto propagandistico e convertitore questa setta fece i progressi a tutti noti per una serie di ragioni storiche che non è necessario elencare.

I concetti che Saulo di Tarso utilizza nei suoi scritti sono tutti di natura greca come greca è la lingua e greco il discorso filosofico cui essa sottende. Originalità, zero, se non per gli aspetti mistici oltre che mistificanti che qualunque religione di successo deve giocoforza avere.

Miss Brodie si scusa per l'excursus storico - e nojoso e pedante, e che sa tanto di wikipedia - ma visto che si parla di radici storiche è bene mettere le cose nel loro contesto. La Chiesa Cattolica Romana è avvezza al potere e alla gestione della cosa pubblica e mondana da duemila anni, e questo è un fatto di per sé straordinario in quanto chiesa o religione organizzata. Qualcuno lo ha portato a prova della natura divina del sistema di credenze e superstizioni di una setta ebraica un tempo oscura e poi rovina di un impero e successivamente baluardo contro i barbari germani pre-cristiani propagandata dalle cardinallesse, uomini con la gonna che vanno in giro a dire come si usano gli organi genitali che loro - sedicenti - fanno a meno di usare.

Ma se la chiesa romana è in piedi da 2000 anni gli ebrei sono ancora qui dopo 3000 anni, la civiltà cinese è vecchia di 5000 anni e così pure quella persiana e le sacre scritture indiane risalgono a 6000 anni fa: dunque il pedigree dei cristiani latini è ben poca cosa. Certo di fronte ai poveri slavi, apparsi dal coacervo uralo-altaico o da altri indistinti nulla intorno al VI secolo dell'era volgare, o rispetto alle tribù della penisola arabica più meno loro contemporanee che nel giro di un pajo di secoli avrebbero dato nascita alla raffinata cultura islamica, la chiesa di Roma può accampare qualche pretesa di maggior antichità, ma è poca cosa.

Se dunque la Chiesa è un fatto storico e nella storia deve essere collocata, come fenomeno antropologico, politico, sociale e economico, di quali radici si deve parlare ? Di quelle cristiane sicuramente no, visto che sono comunque emblema di un fatto religioso che non solo dovrebbe restare privato e che nessuno dovrebbe mai azzardarsi a coinvolgere in un documento di convivenza civile quale una carta costituzionale. E comunque ai poveri musulmani di Srebrenica che cosa bisognava spiegare, che in quanto musulmani non erano sufficientemente europei per avere diritto a dignità e protezione ? E non è stato forse il Vaticano uno dei primi stati a riconoscere diplomaticamente la Croazia dopo che si era staccata dalla Federazione Jugoslava autodeterministicamente ? E non sono poi state Austria e Germania, sotto un pressing vaticano palese e sfacciato a seguire lo stato pontificio, contribuendo direttamente e indirettamente alla morte di non si sa quante persone ? E perché quando invece sono le chiese ortodosse del Kosovo a essere bombardate e i monasteri distrutti e i villaggi serbi attaccati da criminali che si spacciano per nazionalisti, il Vaticano tace ? Forse che anche in questo caso i cattolici croati sono più europei degli ortodossi serbi ?

L'Europa è un piccolo lembo di Asia, che per vari motivi, anche geografici, anche meteorologici, ha visto fiorire civiltà varie e composite: è questa la sua ricchezza, la sua diversità è la sua divisa e la sua forza. Non di radici cristiane ha bisogno, ma di ragione e di rispetto.

6 Comments:

At July 29, 2005 4:37 pm, Anonymous v. said...

L'essere umano anatomicamente moderno, l'Homo sapiens, per quanto si sa ora si è evoluto sul pianeta Terra (più precisamente in Africa) circa 200.000 anni fa. A fronte di questi 200.000 anni che saranno mai i 2.000 anni di quella religione che ha preso il nome dall’attributo (“Cristo”) che i suoi seguaci diedero ad un esaltato carpentiere di Nazaret che ad un certo punto della sua vita credette di aver ricevuto da Dio stesso il compito di annunciare che il Regno di Dio stava arrivando?
In un futuro forse non lontano la specie umana attuale, quella a cui l'umanità vivente appartiene, vedrà la fine di quella particolare eresia giudaica che chiamiamo Cristianesimo.
Ognuno ha la sua fede: questa è la mia.

 
At July 29, 2005 5:08 pm, Anonymous stefano said...

D'accordo con te e con v. Mi spiace soltanto che non sarò più vivo per vedere questa fine.

 
At July 30, 2005 10:11 am, Blogger miss brodie said...

no, non saremo vivi per vederne la fine ma in ogni caso un mito sarà sostituito da un altro, la gente non è capace di vivere senza miti, ha sempre bisogno di qualche sogno in cui credere... quindi non ci saremo persi niente.
v. non credo che la tua sia una fede, certo non nel senso che comunemente si dà al termine e che la metterebbe in lizza con le altre fedi. il tuo è il dispiegamento della ragione di un essere razionale che rende coerenti le proprie azioni con il proprio pensiero.

 
At July 31, 2005 2:28 pm, Anonymous v. said...

Sì, in effetti ho usato il termine fede in senso improprio, “tradito” forse dal desiderio di una chiusura “retoricamente efficace” per il mio commento. Sulla contrapposizione tra fede e sapere, ad ogni modo, ci eravamo già trovati d’accordo.
Anch’io poi penso che altre religioni verranno dopo la fine del cristanesimo. “un mito sarà sostituito da un altro”, perché “la gente non è capace di vivere senza miti, ha sempre bisogno di qualche sogno in cui credere”. Questa convinzione è anche avvolarata dal fatto che, come scrive Gilberto Corbellini “le neuroscienze, l’etologia, la psicologia cognitiva e l’antropologia naturalistica cominciano a spiegare in modo abbastanza plausibile i meccanismi funzionali ed evolutivi che rendono adattativi i "comportamenti" religiosi”. In sostanza: credere aiuta la gente a stare al mondo. E proprio dal punto di vista naturalistico si sono potuti scrivere dei libri intitolati “Why God won’t go away” e “Why Gods persist”.
Sì: dio, ahinoi, non andrà via, gli dei, ahinoi, rimarranno. Quello che possiamo augurarci, e che dobbiamo lottare per ottenere, è che i credenti adeguino sempre di più i loro comportamenti religiosi a quei principi di umanità che gli essere umani hanno via via elaborato e che sempre di più elaborarenno e che sono stati formalizzati in documenti come per esempio la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo”.
I credenti credano quindi in quello che vogliono; noi, però, sul rogo non ci vogliamo più finire.

 
At August 01, 2005 7:19 pm, Blogger miss brodie said...

ahinoi, v. ci sara' sempre qualche credente che vorra' vedere chi non crede come lui crepare su un fuoco o in un grattacielo o in un tunnel della metropolitana o languire in prigione o perdere il proprio lavoro, magari di insegnante, o trovarsi costretto al suicidio fisico o spirituale.
no, d+o non se ne andra' finche' ci saranno persone disposte a usare la paura e la superstizione come strumento di sopraffazione.

 
At August 01, 2005 10:29 pm, Blogger liseuse© said...

this blog has a deplorable tendency to soar too high, far away from human beings. such a pity.

 

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