insegnaci ad amare la nostra pazzia

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Monday, October 10, 2005

il narcisismo del bloggeristi

Dopo una polemica per niente simpatica e dai toni accesi presto tramutatisi in reciproco scambio di insulti [vedere la missiva del 2 ottobre 2005 intitolata "Di laicità e di laicismi"] Miss Brodie ha pensato bene di fare qualche riflessione.

Che cosa non le è piaciuto delle accuse di Matthaei ? In fondo lui/lei cercava solo di ribattere a alcune affermazioni che trovava non solo false ma addirittura "demenziali" (sono le sue parole). E' vero che le parole sono pietre e che le opinioni sono soggette a fluttuazioni in quanto espressione di un pensiero in divenire che le parole pietrificano invece per sempre. Inoltre l'argomento, coinvolgendo fede e religione, si presta per sua natura intrinseca a essere controverso. Perché non accettare un'opinione altrui, tra l'altro suffragata da fatti e controfatti per demolire l'opinione brodiana ?

Miss Brodie non crede che Matthaei fosse in malafede, solo le sembra che non abbia capito una certa etichetta dei blog. Non serve dire che un blog in quanto diario virtuale sia un luogo pubblico a cui tutti hanno diritto di accesso e libertà di commento. Tanto è vero che molti bloggeristi non permettono a nessuno di lasciare commenti. Altri li moderano tramite filtro. Cosa che non diminuisce in nulla la natura "pubblica" di tali blog.

Chissà, forse l'ambiguità sta proprio nel termine "pubblico" che in italiano e nella cultura italiana si presta a una varietà di interpretazioni. E' in questo modo che i cattolici hanno voluto trovare una scappatoja al divieto costituzionale di finanziamento alle scuole private dicendo e facendo ammettere dal legislatore che le scuole private cattoliche in quanto svolgono una funzione pubblica sono da considerarsi scuole pubbliche. Oggi si chiamano paritarie e possono accedere ai finanziamenti statali, in barba a tutti i proclami costituzionali.

Luoghi pubblici sono anche i bar e i cinema e tuttavia nessuno si sogna di mettere in discussione la natura privata di tali esercizij commerciali. Anche un blog è pubblico nel senso del libero accesso ma resta una zona privata. Se non si è d'accordo con l'espressione di certe idee, pensieri, opinioni, si può forse esprimere il proprio disaccordo ma non si ha la facoltà di lanciare provocazioni o di scagliarsi in polemiche. Sarebbe come se qualcuno invitato a casa da voi vi dicesse che una parte del vostro arredamento fa schifo e dimostra il vostro cattivo gusto e si offrisse all'istante di buttarla giù per sostituirla con altra da lui/lei ritenuta di buon gusto o accettabile. Può darsi che sia così, ma le persone perbene si guardano da esprimere la loro opinione in simile caso e se interpellati si limitano a un'opinione di facciata che salvi le apparenze e dimostri la buona creanza.

Con questo la Brodie non vuole certo invitare alla piaggeria i lettori del suo diario cibernautico, ma qui Matthaei ha perfettamente ragione (e non scopre nulla di nuovo, sia detto per inciso): chi mette in rete il proprio diario lo fa per narcisismo, perché vuole vedere qualcosa di sé riflesso negli occhi di chi lo guarda (Matthaei aveva usato il termine "esibizionismo", ma la miss su questo non è sicura).

All'inizio anche Miss Brodie lasciava commenti caustici su un blog particolarmente sessista e antifemminista, causando polemiche sterili e inutili e ricavandone meritati insulti. Anche questo è stato uno dei motivi che l'ha portata a metterne su uno tutto suo. Anche qui la punzecchiatura di matthaei capita solo parzialmente a proposito: la Miss crede che chiunque abbia il diritto di esprimere le proprie idee, anche quelle che lei non condivide. C'è un sito particolarmente aggressivo contro gli omosessuali tenuto da uomini che si dicono cristiani e di chiesa, la miss trova le loro idee RIPUGNANTI ma non per questo va da loro a dirglielo. Che senso avrebbe ? Lo stesso dicasi per i negazionisti. La miss non si è mai unita ai cori di ebrei che chiedono che non si dia spazio nelle università e in altri luoghi pubblici a quanti vogliono dimostrare che le camere a gas naziste non sono mai esistite. Anche loro hanno il diritto di dire la loro e di cercare dei seguaci da convincere con le loro opinioni. E uno stato veramente democratico deve garantire a tutti l'effettivo diritto di esprimere le proprie idee per quanto ripugnanti. (Diverso sarebbe il discorso se si invocasse la violenza o si incitasse a altri atti altrettanto criminosi).

La miss non vuole il crocifisso in aula, lo trova un segno religioso che non dovrebbe avere posto in uno spazio aperto a e finanziato anche da chi non crede o non si riconosce in tale simbolo religioso, ma fintanto che la legge dello stato ne prevede l'esibizione non si azzarderà a toccarlo [anche in questo resta una buona ebrea, la massima dice "din hamalkutà, ha din", la legge dello stato è la legge].

Ciò che in tutta questa storia sembra incongruo è il fatto di vedere qualcuno che non condivide le ire della miss contro le ingerenze ecclesiastiche in Italia trascorrere tutto questo tempo a leggere e a controbattere opinioni che trova non solo false e inaccettabili ma addirittura "demenziali". E questo lo fa anche su un altro blog - in compagnia di altri sconsiderati - per il quale la miss prova solo riverenza e ammirazione. La miss non passa il suo tempo e non si diverte a andare a guardare lo squallore antisemita sui siti e blog dei neofascisti o i poco cristiani commenti contro gli omosessuali su certi siti e blog di credenti. Un blog non è uno spazio per polemiche e controversie. E' al contrario un mezzo per trovare persone con affinità intellettuali da condividere, non certo per compiacersi delle proprie opinioni ma per sapere che non siamo le sole a pensare certe cose. Senza che qualcuno venga a puntualizzare che ci sono altri che la pensano in maniera diversa. Questo la Miss lo sa già.

2 Comments:

At October 10, 2005 6:58 pm, Anonymous Matthaei said...

Solo una piccola chiosa (e poi chiudo davvero).

Io non ho MAI sostenuto che si abbia il "diritto" di postare su un blog.

Ho detto solo che a mio parere è insensato pubblicare delle opinioni e aspettarsi che le reazioni siano solo di consenso.

S'impara soprattutto da chi non la pensa come noi.

 
At October 11, 2005 11:04 am, Anonymous Anonymous said...

matthaei la fai finita?

 

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